Ma quale Caporetto venetista? Il popolo veneto è all’inizio del suo risveglio

di Roberto Agirmo e Michele Marchioro su Indipendenza noi Veneto

Risposta all’articolo di Francesco Jori su Mattino di Padova – 31 ottobre 2015

IMG_6180Stimato dott. Jori, leggo un suo articolo nel quale invita a lasciar perdere il percorso indipendentista per dar voce ad un percorso autonomista e per rendere lo Stato Italiano moderno e funzionante, in quanto è evidente il disinteresse dei veneti verso questa questione.

I numeri, errati, che lei riporta, non dimostrano un disinteresse bensì un risveglio inesorabile della società veneta che sta riscoprendo se stessa. Nelle scorse regionali i voti espressi a favore delle liste Indipendentiste Indipendenza Noi Veneto con Zaia ed Indipendenza Veneta, parlano chiaro, ovvero vi sono stati 105.689 voti espressi dagli elettori in modo chiaro diretto ed inequivocabile, esattamente il il 4,78%, dei votanti ha espresso chiaramente la propria voglia di indipendenza, ovvero più del doppio dei voti (48.802) raccolti da liste indipendentiste nelle regionali del 2010.

partecipareQuesto largo incremento è frutto di un percorso di informazione, educazione e promozione della storia e della cultura del nostro popolo, oltre alla sempre più incalzante pressione finanziaria che deriva dal malgoverno italiano.

Lo Stato Italiano, tramite il proprio sistema scolastico e sociale, ci nasconde sistematicamente la nostra storia e ci priva della nostra lingua da oltre cento anni.
Mettiamoci anche il merito del tanto “vituperato” referendum online del 2014, voti certificati o meno quella “performance “ propagandistica è riuscita a spaccare il fronte oscurantista, riproponendo di fatto al popolo, e non ai salotti politici, la questione Veneta.

Mai come ora, durante la storia della Repubblica Italiana, si rileva un interesse dei veneti per la propria vera storia, e il numero crescente di gonfaloni di San Marco che sventolano per le case e le strade del Veneto ne sono soltanto un sintomo.

E’ in atto un risveglio “nazionale” nelle menti e nei cuori dei veneti, questo è il fatto innegabile che emerge dai dati da lei citati.

Ciò detto, il fallimento del referendum promosso dalla Regione Veneto è stato totale, ma le ragioni non sono da cercare nel disinteresse del popolo, bensì nella follia auto propagandistica di alcuni specifici politici veneti che hanno dato priorità a questa iniziativa prematura e mal formata invece che ridare al proprio popolo la dignità di nazione.

Mi riferisco nello specifico ad alcuni “indipendentisti” che maldestramente spero in buona fede hanno sbagliato strategia politica, ma ci sta il successo di un idea, spesso è costellato da fallimenti ed errori, basta saperli cogliere e cambiare strada quando è ora.

diada catalunyaE’ folle colui che pensa di organizzare oggi, all’inizio del risveglio nazionale veneto, lo stesso referendum che i catalani hanno organizzato il 9 novembre 2014 contro il parere della Corte Costituzionale spagnola e con fondi pubblici dopo oltre 10 anni di preparazione della nazione catalana. Non siamo ancora pronti per questo.

Per fortuna dei veneti, gli ultimi mesi hanno visto due novità importanti: nuovi cittadini si aggiungono ogni giorno al progetto indipendentista, ed i vecchi figuri che hanno scatenato proclami, referendum ed iniziative velleitarie sono stati ridimensionati dalla volontà del popolo veneto che ricerca un percorso di indipendenza serio, fattibile, reale.

Se quanto accaduto con il referendum della Regione Veneto è una Caporetto del percorso indipendentista, non posso che ricordarle che fu proprio dopo l’evento di Caporetto che le migliori forze civili si attivarono per riorganizzare e difendere la patria e vincere, infine, la Guerra.

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4 risposte a Ma quale Caporetto venetista? Il popolo veneto è all’inizio del suo risveglio

  1. Loris Franco ha detto:

    Sono friulano (con nonni veneti) e da un paio d’anni vivo provincia di Venezia. Ho partecipato in questi 2 anni alle attività, agli incontri organizzati dagli indipendentisti (che, per altro, non vedo come “altri” e, se ne fossi degno, mi definirei con piacere tale). Non sarà una Caporetto, ma c’è tanto disincanto. E, onestamente, questo “popolo veneto che sta prendendo coscienza” se si gira per le strade non è che lo si incontri facilmente. Occorre ancora una Enorme opera di formazione, non solo sulla storia, le tradizioni, gli usi e costumi (elementi fondamentali e splendidi) ma anche sul senso civico. Occorre, anche sul quotidiano, dimostrare di essere diversi dal resto del pAESE per dire di essere un altro popolo. Senza banalizzare, il rispetto del pedone sulle strisce è identico a quello riscontrabile in tante altre parti del paese. Ripeto, dobbiamo crescere ancora parecchio per evidenziare i presupposti per l’indipendenza, perché la rabbia di qualche momento trovi concretizzazione in azioni. Occorre essere diversi (e magari migliori) nel presente e non solo nel passato.

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    • GIANCARLO ha detto:

      Loris, tieni presente che i Veneti sono stati per decenni portati ad essere italianizzati a forza sia partendo dalla scuola che per finire al tran tran quotidiano.
      Sicuramente molti Veneti hanno assimilato i lati peggiori degli italiani che a noi Veneti rimangono degli estranei specie nel modo di pensare e agire. Infatti anche se possiamo avere delle simpatie per i siciliani o i sardi o tutti gli altri, rimangono dei solchi incolmabili circa il modo di affrontare le cose. Noi siamo più mitteleuropei che mediterranei, nonostante la gloriosa Serenissima fosse padrone del mare Adriatico e molto più in giù.
      Rimane il fatto che anche alla mia età ( quando ho scoperto le verità….storiche etc..) mi sono sentito e mi sento defraudato, depredato , “rubato” del mio passato e del mio presente e futuro che sicuramente sarebbe stato migliore e più confacente alla nostra cultura e storia. Oggi mi ritrovo “italiano” senza che nessuno mi abbia chiesto se mi va bene. Contesto fortemente chi avesse deciso 149 anni fa l’entrata del Veneto in italia, oggi io non possa uscirne. E’ un abominio naturale prima che giuridico o legale.
      Perciò a livello internazionale va ricercata la nostra indipendenza. All’italia non si deve chiedere nulla perché abbiamo già dato tanto, troppo ed essere ripagati con la negazione dei nostri diritti naturali sanciti dai diritti dell’uomo e dalla carta dell’O.N.U. che litalia ha sottoscritto e che l’art.10 della costituzione riconosce la supremazia delle leggi internazionali rispetto alle nostre e alla carta stessa.
      WSM

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      • GIANCARLO ha detto:

        Mi scuso degli errori ortografici.
        Gli anni sono 145 perché il Veneto entrò a far parte dell’italia dopo il 1866.

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  2. GIANCARLO ha detto:

    Concordo pienamente su questa analisi.
    Circa 20 anni or sono mi interessai della storia della Serenissima e successivamente ai fatti dei Serenissimi mi appassionai a capire documentandomi su tutto ciò che riguardava le mie vere origini.
    Infatti sapevo che i miei bis nonni e nonni paterni erano rientrati dal Brasile dopo aver abbandonato il Veneto per i noti fatti che non sto qui a ricordare.
    Da allora Veneti che si sono avvicinati ai gruppi indipendentisti sono sempre stati più numerosi e anche se , come il sottoscritto, ha vagato da un gruppo ad un altro e poi un altro ancora sono sempre rimasto fedele al mio ideale e sono sempre più determinato a credere che l’indipendenza del Veneto è solo questione di tempo. Il tempo necessario che i vari gruppi indipendentisti abbiano per la maggior parte ricevuto la porta in faccia perché deficitari di strategia vincente ed intelligenza e lungimiranza che fatta la conta resteranno validi solo pochi dei 25 gruppi oggi esistenti e che chiuse numerose porte…alla fine ne rimarrà una aperta, la più importante per chi avrà perseverato e avrà desistito a proseguire da solo cercando quella unità d’intenti che rimane la sola via da seguire. Piaccia o non piaccia a qualcuno o a molti, il tempo è galantuomo e verrà verà il tempo in cui il Popolo Veneto nella stragrande maggioranza sarà maturo culturalmente e idealmente per volere assolutamente l’indipendenza. A Bruxelles il 9 dicembre prossimo si giocherà un’importante partita ……..vedi link:
    http://www.lindipendenzanuova.com/lintervista-luca-polo-il-9-dicembre-licec-diventa-ong-pronta-la-dichiarazione-di-bruxelles-sullautodeterminazione/
    finalmente non dovremo nè chiedere né aspettare né conquistare la nostra indipendenza in quanto sarà la stessa Europa ad aprirci la porta della libertà e ci dirà anche come fare per aprirla.
    Butej dovemo averghe fede e perseverar a divulgar la nostra storia a tuti i Veneti parkè xe sicuro che quando i sarà sicuri che gli indipendentisti jè unidi e quindi credibili no j mancarà de far valer la propria volontà de libartà e indipendensa dall’italia…….matrigna buziara ,falsa e sensa creansa parkè l’ha sempre voluo calpestarne e negarne la nostra storia,lengua,tradisioni e via dixendo.
    Se volì saver se son rivà a odiarla sta italia qua, ben , alora ve digo che l’è cussita, e in più mi me considero un Veneto sensa stato e no son pì talian e se posso no parlo pì l’italian.
    Anacronostico, nostalgico, fora dal mondo ??? No siori mi son pì svejo de tanti e go capio da tanti ani che qua no se mantien né l’italia né esiste tagliani….ma solo sfruttatori che a roma e anca in tute le regioni i fa i loro interessi e basta……el debito pubblico prima o dopo el presentarà el conto l’è da stupidi idioti pensar che se possa vegnerghene fora. Xe solo question de tempo e coremo el pericolo de cascar nel baratro che roma l’ha preparado e che al momento la sta solo cercar de portarlo pì in là dell’impossibile. Scuxime del sfogo !!!
    WSM

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