CENSIMENTO, AUTODETERMINAZIONE E FONDAMENTA ESSENZIALI

di Silvio Fracasso

geniale-pensiero-indipendenteE’ importante capire certi principi essenziali per intuire quanto geniale e quanto fondamentale possa essere per tutti i Veneti il CENSIMENTO DEL POPOLO VENETO (clicca==>QUI). Importantissimo è ora gettare delle solide fondamenta sulle quali poter poi costruire la Nostra casa Veneta…..

OVUNQUE SI PARLA SEMPRE DI POPOLO !!!

I diritti naturali riconosciuti sono sempre degli individui e dei Popoli dunque per esistere e aver delle possibilità future dobbiamo essere POPOLO VENETO  innanzitutto “de Facto” ma anche “de Jure”, cioè riconosciuto dalla comunità  internazionale; tutto il nostro turbinio di iniziative Venete e il movimento relativo che ne sta derivando, rimarranno solo parole al vento se non vi sarà una formale e ben architettata richiesta di Riconoscimento presso le Sedi Internazionali.

SERVONO     DELLE     SOLIDE     BASI,
SERVE  ESSER  RICONOSCIUTI  COME
POPOLO  VENETO.

Per questo crediamo che l’Attività del Censimento del Popolo Veneto, trasversale a tutti i movimenti e assolutamente apartitica,  dovrebbe essere supportata da tutti i gruppi:

E’ INTERESSE COMUNE DEI VENETI E PONE DELLE FONDAMENTA UTILI  A TUTTI QUANTI!

Credendo di fare cosa assai gradita, Vi riporto sotto un bellissimo scritto che aiuterà a capire certi concetti e basi:

di Alberto Lembo su L’indipendenza Nuova

logo-onuIl “principio di autodeterminazione” come diritto dei popoli, invocato già nella “Dichiarazione di indipendenza” delle colonie inglesi autoproclamatesi Stati Uniti d’America, entra solo più recentemente nel sistema delle relazioni internazionali. Appena accennato nello Statuto della Società delle Nazioni trovò maggiore spazio nella Carta delle Nazioni Unite come principio giuridico codificato, vincolante per l’Organizzazione e per gli Stati membri come norma di diritto internazionale generale.

Il principio di autodeterminazione recepito nella Carta dell’O.N.U. fu il presupposto su cui si fondò il processo di decolonizzazione successivo alla Seconda Guerra Mondiale, venendo invocato come diritto collettivo parificabile ai diritti fondamentali della persona umana. Ne conseguì che la rivendicazione dell’autodeterminazione da parte di un popolo implicava il riconoscimento del suo status di potenziale nuovo soggetto di diritto internazionale, indipendentemente dalla volontà dello Stato da cui dipendeva o di cui faceva parte e con il rispetto di questo diritto da parte degli Stati membri.

Tutto questo rimase però molto spesso sulla carta perché, evidentemente, se si era d’accordo in linea di principio, quando si presentavano situazioni che toccavano gli interessiinteressi delle maggiori potenze anche il principio perdeva valore… Addirittura si giunse a negare la possibilità di applicazione concreta del principio richiamandosi ai lavori preparatori della Carta delle Nazioni Unite che aveva contraddittoriamente escluso il diritto di secessione delle minoranze (punto su cui U.R.S.S. e Cina comunista erano estremamente sensibili). Tra questi due estremi si consolidò una ambigua posizione per cui accanto al principio di autodeterminazione dei popoli la comunità internazionale riconosceva come principio fondante quello della sovranità e del rispetto dell’integrità territoriale degli Stati indipendenti, purchè retti da un governo democratico rappresentativo di tutta la popolazione dello stato che garantisse i diritti delle persone e delle formazioni sociali esistenti nei loro confini, concetto piuttosto elastico e spesso interpretato a senso unico.

Questo orientamento è contenuto e chiaramente esplicitato nella sua espressione formale e ufficiale nella Risoluzione XXV del 24 ottobre 1970 la quale afferma che “Nulla… è inteso ad incoraggiare o legittimare azioni volte allo smembramento totale o parziale dell’integrità territoriale o dell’unità politica di Stati indipendenti e sovrani che rispettino i princìpi dell’eguaglianza e all’autodeterminazione dei popoli e dotati di un Governo rappresentativo di tutta la popolazione appartenente al territorio, senza distinzioni di razza, religione o di colore”. Su questa base fu a suo tempo negato il diritto all’autodeterminazione al Katanga, al Biafra e ai Kurdi del Kurdistan dell’Iraq.

La Dichiarazionedi Helsinki (per l’Europa) e quella di Banjul (per l’Africa, nel 1981) sono tornate esplicitamente sul tema. Credo opportuno ricordare i termini esatti della Dichiarazione di Helsinki (1 agosto 1975) perché non esattamente conosciuti o non correttamente divulgati.

L’Atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (Dichiarazione dei princìpi che reggono le relazioni tra gli Stati partecipanti) affermava al punto VIII. Eguaglianza dei diritti e autodeterminazione dei popoli: “28. Gli Stati partecipanti rispettano l’eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all’autodeterminazione, operando in ogni momento in conformità ai fini e ai princìpi dello Statuto delle Nazioni Unite e alle norme pertinenti del diritto internazionale, comprese quelle relative all’integrità territoriale degli Stati. 29. In virtù del principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, tutti i popoli hanno sempre il diritto, in piena libertà, di…..

Continuare a leggere su L’Indipendenza Nuova

 

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3 risposte a CENSIMENTO, AUTODETERMINAZIONE E FONDAMENTA ESSENZIALI

  1. Albert Gardin ha detto:

    Venetismo o patriottismo veneto?
    A suo tempo, nel 1997, avevo dato origine all’Anagrafe Veneta che “inquietava” i servizi segreti italiani. Erano molto interessati a capirne le ragioni politiche di questo nostro nuovo percorso.
    È stato un punto di partenza importante, un punto necessario per autolegittimarci, superato il quale abbiamo costituito il Congresso del Popolo Veneto, organismo interessante che però si è sbricciolato sotto i colpi del venetismo, del cedimento alle “certezze” della politica italiana.
    L’anagrafe è stata ripresa e per divenire il campo di azione di altri percorsi politici, settari e concorrenti.
    L’idea si è diffusa ora in tutto il “venetismo”, il movimento che insegue una legittimazione e che non riesce a credere nella sovranità storica del popolo veneto, che leggono come fosse un popolo nuovo, costretto a mendicare un riconoscimento dalle burocrazie internazionali.
    L’idea mi crea orrore!
    No, io non credo nel censimento, né nell'”autogoverno” o all’ “atodeterminazione”.
    Crederci sarebbe come darla vinta , convalidare le “ragioni” di chi ci ha occupato per renderci parte “organica” delle loro costruzioni artificiali.
    I Veneti, si sono riuniti storicamente nella Repubblica Veneta ed è quella la nostra realtà, il nostro punto di ripartenza.
    Dobbiamo contestare le scelte politiche che ci hanno imposto.
    Non dobbiamo invocare un improbabilissimo riconoscimento, ma resitere, contestare l’occupazione, delegittimare l’occupante!
    Ecco la differenza tra gli auto-censitori e i patrioti (legati ai padri!).
    Una posizione politica è incapace di capire l’altra, e dà un’interpretazione diversa alla storia veneta.
    Ecco perché il 25 aprile,nfestacdi San Marco, si sono creati due fronti: celebrativi diversi: quello della processione di San Marco (ore 15) e quello (ore 16) della protesta venetista, dello sventolio di bandiere “col leon” che sembrano sottrate alla Lega Nord.
    Sembra impossibile capirsi: noi aborriamo le autocertificazioni fine a se stesse e i venetisti aborrano le istituzioni della ricostituita Repubblica Veneta che percepiscono come una barzelletta.
    Per ora la situazione è questa! È la realtà dei fatti!
    Venezia 17 novembre 2015
    Albert Gardin – Presidente del Governo Veneto / Repubblica Veneta

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    • Silvio Fracasso ha detto:

      vede Albert, il vero problema é che tutti credono di aver “LA RAGIONE”.
      Far i Veneti forse vuol dire anche a volte evitar certi scritti per amor patrio e per evitar rotture e incomprensioni banali.
      Vede, a volte, quando un percorso da troppi anni non trova sbocco, spessissimo vuol dire che vi é qualcosa che non va/da cambiare/rettificare/rinnovare…. questa é intelligenza 😉 credo che nessuno di noi voglia invecchiare e morire da italiano “ma gavevino razon!”
      Il Censimento del Popolo Veneto é un percorso diverso, necessita ed ESIGE del rispetto di tutti, fosse altro anche solo per la serietá di tante persone che ci lavorano.
      WSM

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  2. GIANCARLO ha detto:

    Personalmente ritengo che i Veneti siano più realisti e concreti di coloro che si ergono a paladini della Madre Patria Veneta. Lo dico perché tutti i gruppi indipendentisti Veneti ( ne conto ca. 25 + varie associazioni culturali emerite come RAIXE VENETE) non hanno credibilità per il solo fatto di essere divisi e di perseguire strade diverse e talvolta inconciliabili tra loro per arrivare all’indipendenza, quella vera.
    Abbiamo solo due cose da fare in questo momento storico, la prima la più importante unirsi in un unico fronte nazionale Veneto e per seconda intraprendere un’azione costante, capillare e di alto livello nell’informare il popolo Veneto del perché dobbiamo andarcene dall’italia.
    Sono due pilastri che se fatti bene e portati avanti da tutti con convinzione non potranno non portarci all’indipendenza.
    A livello internazionale si dovrà denunciare il trattato di pace di Vienna ed il famoso plebiscito del 1866 tenuto nel Veneto.
    Dopo di ciò avremo messo le carte in tavola a livello anche internazionale per pretendere la nostra libertà con al seguito quasi tutti i VENETI che dopo tali strategie seguiranno a tessa bassa il movimento dando ad esso la credibilità ed il successo che merita.
    WSM sempre !!!!

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