La lezione di Anna, veneta dalla pelle nera

Perchè…Veneto è chi il Veneto fa

di Ilaria Brunelli

annaQualche giorno fa su facebook faceva capolino la pagina Le Venete con un calendario il cui ricavato è destinato alla Riviera del Brenta, colpita da un tornado l’8 luglio scorso e completamente dimenticata dall’Italia.

Nulla di cui stupirsi, se non l’ennesimo meraviglioso gesto di solidarietà che permea la quotidianità della nostra gente veneta. Piccoli gesti che non fanno notizia, ma nella loro testardaggine di “una tegola dopo l’altra, fino a che tutti avranno il tetto sulla testa” rappresentano una grande lezione alle istituzioni italiane, che in questa tragedia sono state lente o assenti (tranne qualche promessa lontana) o peggio ancora avide.

Eppure la stampa da un paio di giorni è incandescente per un piccolo particolare. Anna è nera. Anna, una delle 12 ragazze che hanno posato, è nata in Africa e ha due occhi profondi che ti guardano da quella pagina di calendario.

Embè, dico io? Cosa c’è da parlarne? E’ veneta, e quindi ha aderito a questo gesto di solidarietà posando per il calendario.

Sì, perché Anna lo ha detto chiaramente nell’intervista ad Antenna 3: “mi sento veneta al 100%. sono originaria dell’Uganda, ma essendo cresciuta da genitori veneti ho acquisito la cultura veneta.” Nel vicentino da quando aveva 8 anni, ha fatto il liceo a Bassano e ora studia giurisprudenza a Padova.

E al giornalista che incalza, cercando letture politiche in quel gonfalone tanto discusso, risponde serena: “..ho capito che quella bandiera non appartiene ai politici ma a tutti i veneti come me: è un simbolo di pace e di integrazione

Touché! Zitti tutti! Anna ha dato una grande, grandissima lezione ai giornalisti italiani. E anche a noi veneti!

Ai giornalisti, che tutti agitati sembrano aver trovato la notizia con cui riempire i quotidiani un paio di giorni, dico “E’ nera e quindi?” Da sempre le nostre terre di commercianti sono state attraversate e vissute da moltissime etnie. Forse vi è sfuggito che il famoso Otello shakesperiano (da cui dopo Verdi trasse l’omonima famosissima opera) racconta di un comandante della Repubblica Serenissima nero come la pece! E ancora più su….pure il nostro San Marco evangelista aveva la pelle scura! Pensate di aver trovato la pietra dello scandalo, in realtà avete trovato la storia che si ripete. Perché l’Italia non ha ancora capito che noi li chiamiamo “foresti” ma se uno si comporta bene, lavora e rispetta la nostra società è il benvenuto.

giornale1Se poi come Anna ti senti veneto, per noi il colore della pelle non ha più importanza. Vale quello che senti nel cuore. E se ti riconosci in quel gonfalone che riporta la parola “PAX TIBI” sarai dei nostri per sempre. Come si dice: Veneto è chi veneto fa!

Certo, troverete sicuramente il veneto stolto che “sbèca” sul web con qualche sciocchezza da rimbalzare agilmente per alimentare polemiche. Ma la verità è che è ora di finirla con lo stereotipo del veneto razzista, e a questo proposito dalle pagine del Corriere il Presidente del Consiglio Ciambetti è intervenuto con una riflessione, che tra le altre cose evidenzia come si tenda a confondere ad arte la presenza di stranieri perfettamente integrati con l’immigrazione incontrollata che subiamo ora.

Ai giornalisti italiani dico anche: vi fa così paura usare la parola “veneto”? Perché certi titoli fanno capire come da parte di media italiani sia un tabù chiamare le cose con il loro nome, persino quando sono ovvie. E così, sul Corriere del Veneto (veneto ?!?!? davvero?!?!? 😀 ) il titolone surreale che campeggia è “Un’italiana come noi!” anche se il calendario si chiama LE VENETE e la bandiera usata è il GONFALONE di San Marco. A tanto arrivano la vergogna o il timore?! Mah! Misteri dei giornalettisti italiani :0

A noi veneti invece Anna insegna che quel gonfalone è di tutti noi. E tutti abbiamo diritto a riconoscerci in esso e nel significato di pace e giustizia che quell’emblema rappresenta. Senza paura e senza vergogna, lo indossa con eleganza per contribuire con il suo gesto a fare in modo che le famiglie della Riviera tornino nella propria casa. Tiene in mano il gonfalone giallo oro ma, no, non è lì in nome di un partito! Non sappiamo neanche per chi vota o se va a votare. Lei ha capito, prima di molti altri veneti autoctoni, che quel leone alato è più forte di qualsiasi tentativo di travisamento politico e non ha paura di dirlo davanti alle telecamere.

E davanti ai suoi occhi che ti guardano luminosi tra la pelle scura l’unica domanda da farsi è: vuoi dare una mano alla Riviera? Puoi farlo comprando il calendario LE VENETE 2016.

Prenotazioni: levenete2016@gmail.com / raixe venete


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3 risposte a La lezione di Anna, veneta dalla pelle nera

  1. PierV ha detto:

    l’italietta e gli italioti vogliono sempre mettere il Veneto sulla difensiva…attaccandolo e sminuendolo con qualsiasi insulsa insinuazione..
    ogni loro mossa è lo specchio della misera morale…
    tra i luoghi comuni più in voga…c’è quello della chiusura o del razzismo..nulla di più vero…Veneto è una qualità positiva, e nei fatti non a parole!
    badate…quando mai viene visto dall’italia il Veneto in una buona luce!?

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  2. Alberto ha detto:

    Gratta gratta e voi indipendentisti vi palesate per quello che siete: mondialisti.
    L’Europa intera è in crisi demografica e invece di ricordarlo denunciarlo vi crogioliate nel mito multirazziale e cosmopolita…continuate pure con le vostre insulse baruffe chiozzotte su quanto faccia schifo l’Italia e sull’età dell’oro della Repubblica di Venezia (e non veneta), finalmente avete gettato la maschera, infine siete contro i veneti, gli italiani e gli europei.
    Bea tosa comunque, resta il fatto che non è europea e non lo sarà mai.

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  3. Andrea Facco ha detto:

    Vorrei chiedere una cosa ad Alberto, pur non condividendo quanto scritto, ma rispettando la sua idea. Hai espresso un concetto che senti tuo, ma senza offendere, cosa rara.
    Tutti quei genitori Veneti che per vario motivo hanno deciso di adottare una bambina o un bambino (visto che in Italia è impossibile adottare per i motivi che tutti sappiamo) cosa rappresentano?
    E’ probabile che siano entrambi Veneti ed è altrettanto probabile che prima di fare quasta scelta abbiano provato infinite volte con infiniti modi per aver un bambino loro. Ahime, la natura, a volte, impedisce a brave persone di diventare genitori, lascindo questa cosa a persone che tutto dovrebbero fare tranne i genitori.
    Bella la scelta ed è costata soldi e fatica. Ho la fortuna di conoscere delle meravigliose persone che chi in Russia chi in Etiopia, chi in Polonia chi in Perù ha scelto la difficile “scelta” dell’adozione. Ho la fortuna di conoscere i loro figli oramai grandi che direi che tutto sono tranne che non Veneti.
    Hai detto che non è Europea, bene vuol dire che già anche tu stai andando fuori dal confine segnato del Veneto. Almeno credo di averla capita così, ma come sempre, mi so responsabie de queo che digo (scrivo) e no de queo che te capissi ti.
    Pace gente e na bona jornada a tutti

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