Saint Denis, la cattedrale e la città dove fu venduta Giovanna d’Arco

di STEFANIA PIAZZO su L'indipendenza Nuova

giovanna-darcoQuando vai a Parigi e vuoi leggerne la storia, devi prendere la linea rer, uscire dalla città e approdare a Saint Denis. La prima volta che la vidi fu 20 anni fa. Fu un discreto inferno arrivarci, con gli altoparlanti della metro di superficie che avvisavano i viaggiatori di stare, come si dice, all’occhio. I vagoni erano devastati, le poltroncine parevano essere passate per le mani  degli hooligan. Amen.

Ma ecco l’arrivo. Cittadina di Saint Denis. Un ghetto, una banlieu, non ne avevo mai visto una prima. Nord Africa o Francia? Non sapevo, ma percorsi i viali in fretta. L’obiettivo era arrivare alla prima cattedrale gotica della storia, luogo anche di sepoltura dei re di Francia. Ma l’attrazione era ed è tutta nel suo racchiudere 500 anni di storia cristiana  d’Europa, in un portale di strepitosa bellezza. Si legge di tutto, su questo monumento che rappresenta tutti noi, perché passa la cronaca di questi giorni.

E’ lì, in quella cattedrale, che Giovanna d’Arco, patrona di Francia, dopo aver guidato il suo paese nella guerra dei cent’anni contro le armate inglesi, fu venduta proprio al nemico, processata e condannata al rogo per eresia nel 1431. Fu riabilitata solo nel 1456 e canonizzata addirittura nel 1920! Fu a Saint Denis che depose la sua armatura.

A volte la storia torna e lo fa con implacabile e imperdonabile precisione. Giovanna d’Arco fu fermata a Saint Denis, di cui tutti parlano e scrivono per il terrorismo e la nuova guerra.

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Una risposta a Saint Denis, la cattedrale e la città dove fu venduta Giovanna d’Arco

  1. renzoslabar ha detto:

    .
    Brava Stefania.
    Nel ’93÷’94 lavorai per più periodi nella regione parigina e talvolta feci garage nel parco SNCF in Saint Denis.
    Posso solo aggiungere una pennellata alla tua descrizione.
    Alle 9 della sera prendevo lo RER che scendeva alla Gare du Nord e altre località parigine; sembrava di essere in Africa e non a Parigi. Ero il solo con la pelle bianca su quel metrò.
    La presenza araba invece la percepivi più nella piccola distribuzione e negozi che tenevano aperto financo alle 10 della sera.
    Stefania,
    L’unico mio cruccio è che non sapevo della storia della basilica di Saint Denis altrimenti l’avrei visitata.
    Mandi
    .

    Mi piace

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