Fare l’italiano

di Michele Brunelli

manzoni-alessandro Il 18 novembre il Presidente italiano Mattarella diviene membro onorario dell’Accademia della Crusca nel giorno della tornata solenne “150 anni della lingua d’Italia”. Centocinquanta… Nel 1868, due anni dopo l’Anschluß (annessione forzata n.d.r.) del Veneto, il governo italiano è ancora in cerca di una lingua per lo Stato da poco creato.

Se oltre allo Stato ci fosse stata una nazione ci sarebbe  anche stata una lingua. In quell’anno il Ministro dell’istruzione Broglio nomina una commissione che ne trovi una.

vocabolariocruscaCompito non facile. Non si trattava di “mettere d’accordo” varianti di una stessa lingua, come ad esempio il veneto in cui alcuni dicono “diexe e mèxa” , altri “diexe e mèdha” e altri “diexe e mèda” variazioni per le quali è sufficiente trovare un simbolo comune (dieXe e mèZa). Nell’Italia appena fatta manu militari, si parlavano lingue diverse e non intercomprensibili. Si voleva dunque trovare una sorta di lingua globale di Stato (come oggi è l’inglese fra diverse nazioni). In commissione, Manzoni propone al governo di imporre a tutti il fiorentino dell’uso. Propone anche che i libri siano revisionati da parlanti toscani e suggerisce di assumere insegnanti toscani nelle scuole dello Stato.

Pensate se oggi dessero la priorità agli insegnanti veneti in tutta la penisola. Il mio pensiero, a questo punto, va ai miei genitori e a quanti mi raccontano di essere stati picchiati sulle mani dai maestri (o umiliati dietro la lavagna) perché non conoscevano l’italiano, la seconda lingua che dovevano appunto imparare.

Dal 1868 ad oggi non sono ancora passati 150 anni, ma la considerazione resta: oltre a «fare gli Italiani» hanno dovuto anche «fare l’italiano». Allora lo Stato c’era, ma dov’era la nazione?

da Redazione di Vivere Veneto

Osserviamo che l’Accademia della Crusca sopramenzionata, fondata alla fine del ‘500 da un gruppo di amici, la “brigata dei crusconi”, era una associazione privata di cittadini.

Il suo vocabolario, pubblicato peraltro a Venezia nel 1612, non aveva pretese di essere un documento ufficiale, infatti, il suo titolo dice esplicitamente “Vocabolario degli Accademici della Crusca”, cioè il nostro vocabolario, il vocabolario di un gruppo di amici.

Lo sforzo di creare dal nulla una lingua italiana che è totalmente artificiale, dura da secoli, notiamo spesso attingendo a destra e a manca in modo confuso….

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5 risposte a Fare l’italiano

  1. GIANCARLO ha detto:

    Era sicuramente una necessità quella di creare una lingua comprensibile a tutti, altrimenti in quale stato avremmo vissuto ???
    Ma allora perché poi cercare di negare o impedire o sabotare le lingue madri dei vari popoli italici ?
    Vi era un disegno più malizioso che era quello di voler assoggettare e mettere in soggezione i sudditi appena conquistati. Elementare Watson !!
    Invece nojaltri veneti continuemo a parlar veneto ala facia de chi vol continuamente denigrarne la nostra lengoa.
    WSM

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  2. Paolo ha detto:

    Manzoni con la sua teoria linguistica giacobina voleva contribuire a fare dell’Italia unita un paese simile alla Francia.
    Ma vogliamo mettere il fascino di una lingua viva, aperta a tante varianti ciascuna espressione di un territorio particolare, con i suoi usi e le sue consuetudini, vogliamo mettere il fascino del veneto?!
    Poi c’è ancora chi celebra il genio politico milanese e non si chiede quanto male quella classe dirigente ancora viva e vegeta, l’unica ad avere tratto vantaggi sensibili dall’unificazione della penisola, abbia fatto alle nostre terre.

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  3. roberto ha detto:

    difatti, io ho sempre etichettato l’italiano come ‘esperanto della penisola’.
    invenzione pura di qualche personaggio. dov’è finita la comunicazione, e quindi la lingua, di tutto un popolo? è possibile che pochi si accorgano dell’imposizione del ‘verbo’ di qualcuno su tutti?
    soravia, la lengoa xe scanbio de emosion da anemo a anemo. cossa ghe entra el tajan che xe stà fato su formalità e basta? formalità sensa anemo = xonbi (zombie par i inglexi).

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  4. Pier Paolo ha detto:

    Ho sentito dire che non c’è legge che dica che il toscano è la lingua ufficiale italiana.

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  5. Paolo ha detto:

    Mi parlo in veneto.

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