IL FILO DI SETA

di Irene Barban

BachiDaSeta01Chi non ha mai detto o sentito una volta in vita la famosa frase : è legato a un filo , o appeso a un filo …. è implicito il significato nella precarietà della situazione , ma da qualcosa deriverà sicuramente questo modo di dire.

Soprattutto in questi tempi siamo in molti se non tutti, chi per un motivo chi per un altro a sentirci realisticamente attaccati a questo sottile filo. ed ecco che è stato in occasione di una fiera autunnale che ho visto per la prima volta i bachi da seta esposti sapientemente e con tutta la procedura atta a far conoscere le varie fasi dallo sviluppo del bruco alla creazione del bozzolo e filatura della seta.

E’ quì che mi son ricordata di tutti i racconti sui bachi da seta o dei “cavalieri ” come li chiamava mia nonna, racconti che ci venivano fatti quando eravamo piccoli e ci venivano tramandati anche come insegnamento per farci capire che tutto ha un ciclo, una fase , uno sviluppo e un fine.

Caravane_Marco_PoloE’ inevitabile che i bachi da seta e il loro filo sottile ci colleghino al ricordo della nostra grande Venezia, con Marco Polo e la Via della seta. lo sviluppo della città la ricchezza che ha portato allo stato Serenissimo e la fama di gran commercianti dei veneziani stessi.

Non è stato solo grazie a questo, permettetemelo ma mi piace l’idea di collegare tutto questo sviluppo grazie a un filo di seta. il filo d’Arianna poi, chi non la conosce la mitologica storia di Teseo che uscì dalla caverna grazie al filo che aveva srotolato per la labirintica via.

foto-destino-1Il filo rosso è un’altra leggenda, di origine cinese. Secondo la tradizione ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella, il filo ha la caratteristica di essere indistruttibile: le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.

Quante cose quindi appaiono legate ad un sottile filo, o forse tutte le nostre vita inevitabilmente lo sono, e da quì che allora mi vien spontaneo trarne una conclusione: alla nascita ci viene consegnato il capo di questo filo, e ha noi sta il compito di avvolgerlo a gomitolo sino alla fine, c’è chi per strada lo può spezzare, c’è chi lo può terminare anzi tempo, chi riesce sapientemente ad avvolgerlo e proteggerlo dagli strappi, ma tutti inevitabilmente siamo legati a questo filo che ha un inizio e una fine.

Se questa storia vale per gli uomini, può valere anche per i Popoli. E’ giunto il tempo per il nostro Serenissimo Popolo Veneto di riprendersi il suo filo di seta e iniziare, unito, a riavvolgerlo. Inevitabilmente il nostro destino di Popolo ci riporterà la sovranità che ci è stata tolta.

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Una risposta a IL FILO DI SETA

  1. GIANCARLO ha detto:

    Mia nonna paterna rientrò dal Brasile in Italia nel lontano 1910 dopo che mio bisnonno fuggì dall’italia perché era stato praticamente messo sull’astrico dalle troppe tasse e balzelli e regolamenti che l’italia impose…..quale vincitore nell’impossessarsi delle VENETHIE.
    Se ne andò anche perché fu tale il suo dolore nel vedere la propria patria nelle mani di gente come diceva lui : ” Jè solo dei pitochi anca lori e i vol rifarse con nojaltri parkè no i gà morale”.
    Avrei anche da ricordare come i bersaglieri, entrando in Verona da PoRTA VESCOVO , molti li accolsero a sassate. Questi ed altri ricordi mia nonna mi raccontò e sono rimasti indelebili nella mia memoria.
    Tornata in italia si mise a curare un allevamento di bachi da seta che venivano posti sulle
    “arele” e a cui si dava da mangiare le foglie di gelso.
    Da lì ricominciò con i soldi ricavati in Brasile a rifarsi una vita. Poi le cose con il moltissimo lavoro cominciarono ad andare bene…ma poi sappiamo tutti cosa accade nel 1915 e poi nel 1945.
    Praticamente tutto il loro lavoro ed il loro ricominciare un’altra volta e poi un’altra e poi un’altra fu distrutto nelle due guerre mondiali.
    Ecco, anch’io sono convinto che un filo sottilissimo ma estremamente forte leghi tutti i VENETI al proprio passato e al proprio futuro.
    Anche se oggi molti dormono nelle catacombe loro create dallo stato italiota, non appena scopriranno che qualcosa, se non molto, si sta muovendo veramente in maniera fattiva e concreta,
    per diventare uno stato indipendente, allora usciranno tutti dalle catacombe italiote e non vorranno più saperne di dover vivere in uno stato ladro e mafioso come possiamo tutti constatare oggi esso sia.
    Ricominceremo ancora una volta, ma questa volta saremo liberi e quelli di sempre !!!!!
    WSM

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