1797 metri di tricolore? Un’occasione d’oro!

di Ilaria Brunelli

tricolore1797Perché ciò che succede a Bassano a maggio 2016 possiamo viverla come un affronto subito. O come un’occasione d’oro per poter dare visibilità a 1866 e 1797 in un colpo solo. Sta a noi reagire in maniera intelligente: abbiamo bisogno di idee vincenti e originali. Obiettivo? combattere l’ignoranza!

MA STANNO SCHERZANDO, VERO? 😮 è la prima cosa che ho pensato quando ho letto il titolone “Sfilerà il 29 maggio 2016 un grande tricolore lungo 1797 metri”

1797 metri, né uno in più, né uno in meno.
2016, 150 anni esatti dal fatidico 1866. Alla vista di questi numeri, così dolorosi per noi Veneti, mi si è stretto lo stomaco. Poi mi è salito il nervoso e un improvviso prurito alle mani.

Cioè, nel 150-mo anno dall’annessione forzata all’Italia nella mia città mi passa sotto il naso una bandiera che in un colpo solo ricorda il sopruso dei Savoia e quello di Napoleone?!

Incredibile! Una provocazione così sarebbe degna del più astuto degli unionisti.

Ma a dispetto della sguaiata coincidenza, dietro questa situazione non c’è una PERFETTA PROVOCAZIONE quanto una INQUALIFICABILE IGNORANZA. La quale non cambia la situazione che rimane inaccettabile (ignorare la storia non significa poterle mancare di rispetto!), ma CAMBIA RADICALMENTE LE NOSTRE POSSIBILITA’ DI REAZIONE.

E ora vi spiego anche il perché.

La motivazione ufficiale è il festeggiamento del centesimo anniversario del secondo anno della prima guerra mondiale. Per quanto la spiegazione sembri arzigogolata, Bassano è proprio così: succube delle memorie di guerra in modo così viscerale da dimenticare quasi il resto della sua storia. Una storia fatta di secoli di pace e prosperità sotto la Serenissima, dai primi anni del 1400, prima di venire sfregiata dalle truppe del piccolo militare francese e dopo ancora coinvolta nei conflitti militari che alla fine le fecero guadagnare una pesantissima medaglia d’oro al valor militare. E tutto questo impatta sui bassanesi, circondati di tricolori a ogni occasione.

Giusto per saggiare la reazione dei cittadini, ho postato una domanda diretta al Sindaco Poletto sulla pagina SEI DI BASSANO SE spiegando la vergognosa coincidenza. Morale della favola: commenti tiepidi e un generale “Si vabbè dai, pazienza!” e comunque “W il tricolore!“. Tutto questo prima che venisse cancellato il post perché comunque l’argomento è scomodo e il tricolore non si discute. Ecco. Siamo a questi livelli !

tricoloremodena

il 29 maggio sarà cosi: San Marco salvaci tu!

Riguardo la strana metratura di stoffa, la verità va ricercata nel luogo di provenienza di questo mitologico pezzo di stoffa: il modenese. Il tricolore è prestato dai Lions di Modena a quelli di Bassano che l’hanno entusiasticamente (!!) proposto al Sindaco.

E voi direte: e allora? E qui viene fuori la seconda spiegazione.

La nascita ufficiale del tricolore è indicata nel 7 gennaio del 1797 a Reggio Emilia. Questo tricolore è stato fatto 4 anni fa per il 150-mo dell’Italia e la metratura anomala ricorda questo.

Ovviamente il Veneto NON E’ l’Emilia Romagna e quel numero per noi è inaccettabile!! Ma se interrogate un qualsiasi adulto riguardo il significato del 1797 per il Veneto non saprà dirvi quasi nulla. Forse vi parlerà del trattato di Campoformio ripetendo a memoria la lezione appresa o come qualche bassanese dirà “be’ vabbe dai, pazienza!”

ECCO, I FATTI SONO QUESTI. PIU CHE PROVOCAZIONE QUI SIAMO DAVANTI AD UN MARE DI IGNORANZA!
E se alla provocazione viene da reagire d’istinto e con rabbia,
all’ignoranza bisogna rispondere con intelligenza ed efficacia.

La verità è che, per quanto ci prudano le mani, abbiamo un’occasione d’oro per poter parlare (e avere risonanza) del 1866 e del 1797 in un colpo solo. Non sprechiamola ma usiamola con intelligenza.  Ecco perché apriamo questo grande tavolo di idee con tutti noi, per confrontarci, individuare le migliori iniziative e renderle realtà!

CHE COSA POSSIAMO FARE PER BASSANO PER RENDERE PRONTI I CITTADINI AL 29 MAGGIO 2016 E GESTIRE A NOSTRO FAVORE QUESTI 1797 METRI DI STOFFA?

Fuori le idee e che siano originali, pacifiche, meglio se ironiche, e dirette a una platea (attenzione!!!) NON SENSIBILE a questi temi (quindi dobbiamo trovare qualcosa che davvero buca la loro attenzione!)

🙂 FUORI LE IDEE, POSTATELE QUI SOTTO 🙂

idea_innovativa

 

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67 risposte a 1797 metri di tricolore? Un’occasione d’oro!

  1. Nicola ha detto:

    Anzitutto chiarire che non sarà un atto di violenza ne di contrapposizione polemica. La vetrina internazionale è troppo importante per permettere all’invasore di liquidare l’eventuale protesta o manifestazione polemica come il solito atto di alcuni scalmanati. Serve Testimoniare l’indipendenza. Dunque se da un lato l’invasore vuole mostrare “chi ce l’ha più lungo”, al momento vien da pensare che di possa dimostrare che siamo noi veneti ad avere il Gonfalone “più lungo”. Ovvio che il tutto dovrà essere accompagnato da un documento che spieghi il nostro sentimento (e diritto) indipendentista. Sono solo idee. Comunque mi muoverei su questo solco: Bandiera più grande (e più lunga di storia) e documento.

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  2. Nicola ha detto:

    Un’alternativa è quella di presentarsi in 10 mila con 10 mila gonfaloni. I media non riusciranno a nascondere la cosa e nemmeno caricare le immagini (che faranno inevitabilmente il giro del mondo) di significati diversi rispetto a quelli della rivendicazione del possesso (nostro) del territorio Veneto. Un’altra cosa, un po’ più difficile ma non impossibile è quella di fare in modo che non vi siano bandiere italiotiche. Magari snche da parte dell’amministrazione comunale. Si tratterebbe di un gesto apertamente contrappositivo però e non so se il sindaco potrebbe assumersi questo rischio.

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  3. La processione si inchina davanti a una bandiera della Serenissima ….. Si può fare ???

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    • Nicola ha detto:

      Bisogna pensare sempre che la mediatizzazione diventa sostanza. per cui sarà sufficiente tagliare le immagini dell’inchino per “far sparire” l’inchino, quindi, amico Maurizio la tua idea è ottima ma sarebbe facilmente disinnescata la forza simbolica del gesto con la semplice censura di quei pochi secondi relativi all’inchino. Poi nel mondo non si fanno tante domande se le immagini erano integrali o meno.

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      • Mau24 ha detto:

        Vero. Anche al giro d’Italia tagliavano le scene con le nostre bandiere…in tv non s’è visto NULLA.

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  4. Giovanni Ferrigioni ha detto:

    1797 contro… 1100 anni di Serenissima. Colletta per un Gonfalone da 1100 metri o 1100 gonfaloni in schieramento? Ci penso su

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  5. Andrea ha detto:

    sarebbe bello che al passaggio della bandiera italiana dalle finestre delle case fossero sventolate le nostre bandiere. Altra cosa, si potrebbe esporre l’enorme gonfalone già aperto in piazza San Marco sul fianco del Ponte Vecio

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  6. gianni . ladin bellunese ha detto:

    Bisogna contrapporre 1797 metri di vessilli maciani .

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  7. Paolo ha detto:

    far conoscere che Bassano non è soltanto città di guerra, anzi, lo è stata proprio malgrado. Ad esempio portando per le strade delle riproduzioni dei tesori d’arte conservati nel museo civico (nota dolente) e nelle chiese cittadine, tesori di cui neppure i Bassanesi sanno alcunché, tesori che parlano di una civiltà cristiana, oggi derisa, offesa, misconosciuta.

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  8. andrea g ha detto:

    mmm.. dunque… diretta ad un pubblico non sensibile, idea originale e sopratutto ironica: cammuffare alla cazzo una macchina da tanko e sbarrargli la strada XD

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  9. Riccardo ha detto:

    Sarebbe da addobbare tutta Bassano con i Nostri Gonfaloni e magari distribuire qualche volantino alla gente che spiega con poche parole e in modo diretto (perchè la gente non ha voglia di leggere e sapere, purtroppo) la storia della Serenissima per far capire che quel tricolore è solo ospite (purtroppo) e non padrone delle nostre terre!

    P.s. Sono disposto a dare una mano come volontario!

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  10. mygamescollection ha detto:

    Intanto sarebbe interessante trovare in qualche archivio la lista dei danni fatti dai giacobini alla città di Bassano..
    se si trovano anche notizie sul referendum del ’66 meglio!
    Poi bisognerebbe trovare qualcuno da Bassano che si prenda la briga di saggiare il livello di ignoranza storica della gente..
    Credo siano le basi da cui partire

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    • Andrea ha detto:

      El sindaco el xe filotaliota, el comune sponsorisa sta schifesa

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    • ilariabrunelli ha detto:

      il livello di non consapevolezza dei bassanesi è alto purtroppo. come ti dicevo siamo circondati di tricolori, siamo città degli alpini e abbiamo una pesantissima medaglia d’oro che sovrasta il tutto. bassano è una città che ricorda soprattutto la guerra (tricolore annesso!)

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  11. antonio ha detto:

    portare a passeggio una miriade di cartelloni (ma non in corteo) da metro per metro (con asta) con la vignetta che ho visto da qualche patre dove viene intimidito il votante a votare contro la sua volontà.

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  12. david ha detto:

    Presentare un libro dal titolo “e se napoleone non ci avesse tolto la liberta” in cui si ipotizza una storia parallela ed uno scenario attuale diverso. Magari creare una serie di racconti sul tema, ambientati in una bassan veneta in cui non si sono subite invasioni e privazioni culturali.

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  13. Enzo Trentin ha detto:

    Direi che proprio per la tiepidezza e per la mancanza di conoscenza sopra descritte, ai bassanesi e a coloro che festeggeranno con loro va veicolata un’informazione storica e un’informazione contemporanea.

    Inutile fare manifestazioni di massa. Non solo non sarebbero permesse, mancherebbe anche la “massa indipendentista”.
    Più appropriati – a me sembrano – una serie di cartelli issati su un’asta, con indipendetisti che, mischiati alla folla, singoli o in coppia, e non in gruppo, per evitare di far apparire comunque esiguo il gruppo se raffrontati agli unitaristi, veicolassero informazioni diverse.

    Ogni cartello, dunque, con un’informazione diversa. Dalle notizie storiche, al numero dei suicidi degli imprenditori veneti perseguitati da un fisco esoso, a beneficio della “Casta”, e senza che il debito pubblico sia continuamente in aumento.

    Ogni cartello un’informazione e nessuna violenza verbale. Solo rivendicazioni inconfutabili. Per esempio:
    1 – «a che serve un fisco esoso, per cui si sono suicidati … imprenditori veneti, se la “Casta” non ha rinunciato ad alcun privilegio, ed il debito pubblico continua ad aumentare?»
    2 – «a che è servita la I G.M. ed il sacrificio degli eroi del Monte Grappa, quando i territori “irredenti” l’impero Austro-Ungarico ce li avrebbe dati gratis, ed invece ci sono costati 650.000. morti ed 1.500.000 feriti?»
    3 – «Nella II G.M. Bassano ha sofferto per gli impiccati di Via delle Fosse. Non anelavano certo una repubblica prigioniera della partitocrazia»
    4 – «Il gonfalone di San Marco, è più bello del tricolore»
    5 – «Il ponte di Bassano è un progetto di Andrea Palladio, cittadino della Repubblica di Venezia, non suddito della partitocrazia italiana che ad ogni pubblica iniziativa cade sotto la lente della magistratura»

    Quanto su indicato è a solo titolo d’esemplificazione, poiché i patrioti veneti possono esprimere di meglio e di più. Importante sarà coordinarsi.

    Opinioni personali, s’intende.

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    • Carmelo Ferrante ha detto:

      E se i cartelli contenessero informazioni storiche sintetizzate su quello che è successo in quell’anno (= metro)? Misuriamo il loro bandierone e metro per metro gli spieghiamo cosa è successo in Veneto in quell’anno fino al 1797 (poi, magari, si potrebbe andare anche oltre).
      Una bandiera che attraversa degli anni in cui nemmeno esisteva, e si conclude nel momento stesso in cui è stata inventata. (se ci fosse della logica in questa trovata dovrebbe essere lunga 219 metri – 1797-2016 – ma si sa, agli italiani piace strafare e non hanno molta dimestichezza con la logica)

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  14. Diego M Faccin ha detto:

    Anch’io sono d’accordo con Enzo Trentin … tantissimi cartelli con slogan … alcuni di argomenti moderni , alcuni storico culturali …
    Penso (io non sarei in grado di organizzare) un gazebo che venda questi cartelli a Bassano.
    Io singolarmente (o in 2-3 persone) arrivo, col mio gonfalone, vado in quella piazza , mi compro un cartello e vado a passeggiare dove sfilerà il tricolore. Servirebbe una copisteria e un falegname in loco pronti a fornire ulteriore materiale nel caso in cui andassero esauriti i primi 100 o 200 cartelloni preparati. … Nei giorni antecedenti la manifestazione sarebbe utile fare volantinaggio a Bassano per spiegare qualche nozione storica su 1797, 1866 Italia e guerre mondiali … penso che molti Bassanesi (non indipendentisti) si unirebbero a questa manifestazione di orgoglio … orgoglio e identità culturale …

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  15. Marco Beghetto ha detto:

    Bisogna studiare dei volantini dove spieghiamo il significato del 1797 e del 1866 in generale per i veneti e poi un breve ma conciso approfondimento su Bassano del Grappa sotto la serenissima repubblica!

    Successivamente bisognerà stamparne un numero importante e quel giorno bisognerà essere in almeno 100 persone sparse per Bassano a distribuire quel volantino con la faccia sorridente!

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  16. Riccardo ha detto:

    Basterà organizzare una ‘passeggiata in piazza’ uguale a quella del 25 aprile, e farla dove passa il corteo infame. Non serve autorizzazione (che tanto non ti darebbero) e non ci sarebbero spese e rotture per fare bandiere giganti (che tanto non ti lascerebbero esporre).
    L’unico sbattimento sarebbe il tam tam mediatico da far partire fin da subito e, magari, qualche manifesto ‘anonimo’ da attaccare ai muri la sera prima.

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  17. luca macca ha detto:

    Vi siete chiesti chi saranno gli ottocento volontari che porteranno il tricolore?
    A Bassano,città degli alpini?Non è difficile da immaginare.
    A mia modesta opinione,qualsiasi iniziativa sul campo,che non sia preceduta da una campagna di informazione adeguata,rischierebbe di provocare il risultato opposto.
    A mio avviso però,questa campagna di sensibilizzazione ed informazione,va messa in atto con maggior anticipo,coinvolgendo tutto il territorio veneto,partendo proprio dai potenziali volontari che accorreranno in massa , da ogni dove, con famiglie al seguito.

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  18. Davide ha detto:

    Vai con l’idea di Enzo Trentin.
    Probabilmente tenteranno di impedirci l’ingresso per cui dobbiamo Preparare il tutto qualche giorno prima e depositare i cartelli presso qualche “patriota” .
    Si potrebbero fare dei cartelloni bianchi, meglio di plastica (per la sicurezza) con la scritta ed il leone di San Marco
    Ci piazziamo strategicamente vicino agli operatori della RAI, rovinando loro le riprese.

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  19. mikivr ha detto:

    Il top (se i bassanesi sono al corrente della loro storia) sarebbe chiudere le finestre a mano a mano che passa lo striscione come nel film di Sissi (il terzo) quando lei è venuta in visita a Venezia (tralasciando se il fatto è vero o no). O far piovere volantini con stampato da un lato la vignetta con il SI e il NO dell’intimidazione del 1866 e dall’altro una breve spiegazione.

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  20. Alvise ha detto:

    Non per fare una premessa un po’ troppo allarmistica, ma non vorrei che qualche “italianista” potesse leggere il post e i relativi commenti, e di conseguenza avvertire chi di dovere per arrestare potenziali “terroristi”. Sono capacissimi di farlo! Fate un “copia e incolla” a questi e a futuri commenti per dimostrare le nostre intenzioni di contestazione pacifica, o comunque assicuriamoci che il tutto non venga rovinato.
    Detto ciò…. ottima idea quella dei tanti cartelli per Bassano. Però proprio perchè ci troviamo a BASSANO il principale tema dei cartelli secondo me dovrebbero essere i massacri della Grande Guerra. Ad esempio: “il fatto che ad aggredire l’impero AustroUngarico fu l’italia e non il contrario.” (Alla faccia di quelli che tirano fuori i soldati morti per DIFENDERE la patria); “l’italia ebbe l’esercito con il più alto numero di defezioni e ammutinamenti durante la prima guerra mondiale”; “Vie, piazze dedicate al macellaio Cadorna”, ecc… Poi ovviamente tematiche del plebiscito truffa 1866, della Serenissima e tutto il resto. Un saluto

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    • Silvio Fracasso ha detto:

      aspettiamo presto il suo importante contributo Alvise 😉

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    • AndreaD ha detto:

      Hai ragione Alvise. I nostri “detrattori” (giusto per dar loro un nome) ci ascoltano e ci osservano continuamente. Non aspettano altro che un passo falso per far partire lo spandileàme nei confronti della Causa Veneta. E’ bene tenere a mente che sono una macchina da propaganda quasi perfetta, ben oliata e ben collaudata.
      Ergo: ragionare sempre con la testa piuttosto che con quelle parti del corpo che sono state progettate per altre funzioni.

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  21. Gino Pozzobon ha detto:

    3000 (gli della nostra storia) persone lungo il percorso imbavagliate da un foulard tricolore. Li troviamo?

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  22. Rosa ha detto:

    Inutile far ripicca su quanto e’ successo in quei anni, i se e i ma, la Serenissima non li contava essa andava avanti. La storia non si cambia: Semo italiani, ma restar veneti dipende da noi. I venesiani stanno pulendo i muri imbrattati, i se venesiani!

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  23. Carlo ha detto:

    …dobbiamo essere in 10.000, con la bandiera dell’Evangelista. Se nemmeno in questa occasione i Veneti riescono a trovare l’unità nel manifestare contro il simbolo dello stato occupante, allora abbiamo ancora tanta strada da fare. Sulle nostre teste può volare in cielo il Bandierone di piazza San Marco del 25 aprile 2015, che tutti unisce e benedice!

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  24. Erica ha detto:

    Tenendo conto che il nocciolo della riuscita di qualunque iniziativa deve presupporre la conoscenza della propria storia, che manca totalmente ai veneti “formati” dalla storia distorta italiota, per non trovarci a maggio con “oppositori veneti” al gonfalone marciano, il primo passo dovrebbero essere serate settimanali (da farsi magari nella sede delgi alpini) di informazione di storia veneta in modo che la popolazione arrivi alla consapevolezza necessaria. Io posso mettere a disposizione l’introduzione (migliorabile) che alle volte faccio alle serate di CLNVeneto. Il massimo sarebbe che a maggio non ci fossero abbastanza veneti che vogliono portare il tricolore. Purtroppo per svegliare le coscienze non basta esporre il gonfalone (che molti veneti addormentati credono la bandiera di un partito e non riconoscono) ma portando alla gente la conoscenza. Tutte le idee per quel giorno sono buone, ma questo è il secondo passo.

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  25. roberto ha detto:

    mi complimento con i veneti che qui hanno fatto alcune proposte, ma non possono essere sempre i pochi che spingono i molti… ‘sordi’

    come dice l’articolo i bassanesi portano ”pazienza” (caspita che ”forti”).
    ho sentito molti altri veneti, sparsi nella regione, che alla proposta del ritorno della serenissima rispondono ”magari”, ma poi si girano dall’altra parte e proseguono con il loro tran tran da grandi ”lavoratori del nord est” (o piuttosto ben adomesticati?). poi, magari, quando arrivano allo stremo regalano il territorio veneto alle vicine regioni autonome.

    a mio parere, per una reazione ad un evento così prepotente e fuori luogo che l’italia impone a bassano, manca la ”materia prima”. cioè manca conoscenza, consapevolezza e quindi il POPOLO.
    è troppo presto purtroppo (anche se ormai non devrebbe esserlo. credo siano ancora molti i veneti che hanno la pancia troppo piena o fanno orecchie da mercante).
    se penso al 25 aprile di quest’anno!… in piazza eravamo pochi. come possiamo pensare che la partecipazione a bassano superi quella del giorno di s.marco?
    ricordo che in piazza c’erano gruppi di veneti dell’entro terra, ma di veneziani (che erano in casa loro) c’era ben poco. costava tanto scendere dalle scale?
    cosa ci farebbe pensare che ora i bassanesi si diano da fare per la loro città?
    la folla veneta dovrebbe essere numericamente enorme perchè ci saranno forze dell’ordine che tenderanno a isolare o comunque allontanare chi non è concorde con quella specie di roba. i gruppi quindi sono insufficienti. notare qua o là qualche cartellone o gonfalone fa solo miseria e da l’idea di qualche nostalgico sperduto.
    dico tutto ciò con molta amarezza ma non posso fare a meno d’osservare con obiettività l’atteggiamento e volontà veneti verso la propria indipendenza.
    ci scommetto che i bassnesi non sanno neppure che proprio dalle caserme di bassano partirono le fanterie con muli e quant’altro (non credano i bassanesi che gli alpini li ‘inventò’ l’italia) per andare a fermare l’imperatore austriaco che voleva prendersi il cadore. e proprio per merito di questi volontari il cadore rimase nella serenissima. in quella battaglia per gli austriaci fu un massacro.
    bassanesi, vi siete lasciati addomesticare per bene anche voi?

    secondo me c’è bisogno di far prendere una bella scossa ai veneti, poi l’italia se la prenderà di conseguenza.

    mi spiace molto ma questa volta non me la sento d’essere propositivo, manca la ‘creta’ con cui lavorare. in un’invasione simbolica come quella che verrà fatta a bassano non si dovrebbe nemmeno organizzare la reazione popolare… dovrebbe nascere spontanea.

    scuxème el sfogo.

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    • ilariabrunelli ha detto:

      roberto, capita a tutti di smonarsi. stavolta tocca a te. e noi ti faremo cambiare di nuovo idea 🙂 (la volta che toccasse a me, ricambiami il favore, please! 😉

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      • roberto ha detto:

        e gavè anca raxon.
        ma par fortuna dei veneti, l’italia no gà un solo veneto contro.
        vedo che xe tante proposte e forse tute le va ben. se dovarìa conbinarle puito (inte na ”bataja” tute le arme le serve).
        la me proposta, che po’ gavevo incantonà, la xera de far girar tute le milisie venete che gavemo par le vie de basan (deso che xe premura, ma sarìa da far su tute le sità venete ndando vanti, anca se la festa dei veneti la gà fato chel che la pol).

        sensa sciopi, coindi el sindaco no dovarìa ver gnente in contrario.
        solo tanburi par ciamar l’atension. ogni tanto fermarse e contar calcossa de storia, arte e vecie uxanse e dar calche drita su conferense che spiegarà mejo chel che xe stà dito par le vie da le infanterie.
        forse sarìa da pensarla mejo, el scopo che vorìa metar in ciaro xe de crear contato direto co la popolasion. i volantini ecc. i va ben ma i xe un fià ‘fredini’, sensa raporto uman. mi li tegnarìa come suporto.
        me rendo conto che xe on inpegno tanto grando parchè sarìa da bater el ciodo ogni sabo (fasso par dir ‘sabo’).
        conferense, o gaxebo, le va benisimo anca chele, ma le sta… masa su un posto solo.
        se ghe vorìa calcossa che va verso la xente, cusì che po’ la xente (forse) la vegnarà scoltar.

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  26. Daniele Visentin ha detto:

    Ciao a tutti, io creerei subito un gruppo o un evento su FB per diffondere il più possibile l’evento a tutti quelli che sono vicini alla nostra causa indipendentista, molti ancora non sanno che ci sarà questa “manifestazione” col tricolore. Bisognerebbe fare un lavoro mirato su Bassano con molti gazebo per sensibilizzare i bassanesi, e nel frattempo censirli… Creare volantini mirati per l’evento e promuovere una mobilitazione di massa con bandiere marciane.
    ATTENZIONE non si devono avere atteggiamenti controproducenti, se a un veneto non gli viene il “vomito” a vedere il tricolore è un fatto di ignoranza storica (per la maggioranza).

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  27. Pier Paolo ha detto:

    Una mongolfiera marciana?

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  28. viorica ha detto:

    Per un evento come questo,saranno organizzati polizia,carabinieri,guardia di finanza e alpini!!!! Non sarà facile ,se no impossibile organizzare qualcosa per protestare a quella bandiera di 1797m. Forse una manifestazione spontanea con più di 10.000 persone potrebbero far qualcosa ,come la lezione-raduno dei veneti-ci ha insegnato in ultimi anni che siamo troppo pochi ,troppo separati,troppo conigli ,troppo impegnati guarda caso in quel giorno,.credo che sarà meglio di non fare più pubblicità a questo evento .Se non riuscite a convincere il sindaco a non organizzare questo evento provate a chiedere ai consiglieri regionali di non permettere il evento che urta la sensibilità della minoranza veneta !(le minorità hanno sempre ragione).Delusa!

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    • bałó ha detto:

      Se podaria picar gonfaloni sora gonfaloni su tute łe mura dei pałási deła cità e in tanti presentarse el dì del pasagio de sto bandieron qua. Ma in tanti tanti. Al so pasagio, po, se gavaria tuti quanti da darghe łe spae e in coro tacar cantar l’ino de Venesia o comunque n’altra canson inportante. Col sguardo vólto ai gonfaloni. Ponte, casteło, mura, cità col cołor del lión dapertuto e cai, vie e strade empeniee deła musica nostra. Xe però necesario esarghe in tantisimi, de modo che co xe drio girar par łe vie el tricołor se riese notar che pì del 50/60% dełe persone no i xe drio vardarlo/adorarlo (bueae taliane de carensa de autostima). A motivo de critica ironica inoltre mi picaria sol ponte, oltre che’l gonfalon anca un strision contro ła 1a guera mondial. Na roba tipo: “La Brenta il Grappa, la Piave, pianxé! No se ricorda i morti qua, ma ła morte, cara al tricołor, odio del popoło. Pianxè che nialtri pianxemo da senpre, a sentir el vostro nome caro ała patria.”

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  29. Mau24 ha detto:

    Abbiamo cinque mesi di tempo. Da subito iniziare con attività in città per recuperare il più possibile abitanti alla causa. Iniziamo a proiettate per intanto il fim “il leone di vetro” in sale culturali, in circoli, in bar ovvunque. E’ un buon film e utile punto d’inizio, noi lo faremo alla birreria Pedavena il 15.01.2016. Poi gazebi ci sono gli amici del Censimento, se c’è mercato un banco culturale… penso a Raixe Venete con libri e quant’altro. Informiamo il popolo. Poi se lavoriamo bene per maggio ci sarà gente. Per intanto cominciamo così e non perdiamo tempo. Ognuno faccia quello che riesce…anca doman al bar co se beve spriz.

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  30. nessuno ha detto:

    L”estra ratio, in mancanza d’altro, potrebbe essere proprio DISERTARE, DISERTARE, DISERTARE, cioé non sndare proprio nessuno.

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  31. GIANCARLO ha detto:

    Cosa dire se non essere indignati di cotanta ignoranza e spavalda cialtroneria da parte del sindaco e relativa giunta comunale ????????
    Vogliono festeggiare l’avvenuta perdita di libertà e democrazia ???
    Con il tricolore macchinato di tanti morti e nefandezze italiote ????
    Questi di Bassano non possono essere Veneti, ma ignoranti spocchiosi che pur di risparmiare anche sul costo di cotanta bandiera delle tre mer…. se la fanno imprestare da qualcuno più italiota di loro.
    Sinceramente conosco Bassano e per gli alpini vada anche una festa, ma non per i 150 anni di occupazione illegale del Veneto da parte sei Savoia e successivamente dell’italia anche fascista che ha portato ad un’altra guerra inutile quanto dannosa per noi che ha fatto perdere anche l’oltre mare Veneto dell’Istria e della Dalmazia etc…e.tc…etc..
    Cosa vogliono festeggiare questi pusillanimi di Bassano i morti ammazzati delle due guerre o il fatto che ci siamo iberati dell’Austria per diventare schiavi di roma ???
    Così contenti sono di vivere in un paese mafioso a tutti i livelli e pagare tasse da strozzini che vengono inesorabilmente sprecati in mille rivoli delinquenziali ?
    Sono adirato e qualcosa bisognerà pur fare perché si sappia che non siamo noi Veneti così servi
    come il sindaco italiota e non più Veneto !!!!!!
    Propongo di distribuire nelle cassette postali di tutti i Bassanesi una bandierina Marciana con tanto di lettera esplicativa del perché non si dovrebbe partecipare non ad una festa ma ad un funerale di loro stessi perché di questo stiamo parlando !!!!
    I soldi si troverebbero ed anche i volontari.
    SWM

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    • Andrea ha detto:

      l’idea mi piace…

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    • andrea g ha detto:

      un volantino con un messaggio ben pensato e’ sempre efficace, che magari accompagni qualche altra azione, anche se non sono della zona mi rendo disponibilie a fare volantinaggio a bassano, cosi ne approfitto per conoscere meglio la città, si calcola quanti volantini più o meno servono per capire la spesa e poi si fa una colletta

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  32. Andrea ha detto:

    Palloncini colorati gialli e rossi da far volare nel cielo di Bassano lasciati da bambini.
    Divendo:
    “via gli errori del passato …
    Questo è il futuro che vogliamo “

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  33. roberto negriolli ha detto:

    Dire che è una trovata per pubblicizzare il nuovo prodotto della Swiffer. Ea strassa tricolor.

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  34. Betto ha detto:

    mi proponarie de far un gran gonfałon ma co sfondo moro ke indica e do date del nostro łuto,(a gran festa pa i invaxori)
    -no i pol gnanca dir che a xè bandiera de na banda poitega)
    -el nano francioso al 1797
    -i taglioni al 1866
    – el riciama a peste(rapresentà dal stato tajon)
    e che el gapie un tricoełor in bianco e moro sfumà de grijo( el rapresenta el pasà ke xè drio morir).
    co a jente ke gapie cartei co scrite rigorosamente in Veneto cusì l’invaxor no pol dir ke el Veneto no xè na lengoa tra łaltro.
    I jornaisti i domandarà parkè el xè moro el sfondo del gonfałon??????? a podaria esar na curioxità e parlaghine in contrapoxision ała blas-femìa tajana.

    Far anca dei carteon co el stema blu dei Venetkens saria bel vedarghine tanti, magari stanparli e butarli in tera in modo ke i cuerxe el trajto, prima ke pase el corteo co l’abominasion sora e so teste

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  35. Yuri ha detto:

    PRIMA DELLA MANIFESTAZIONE
    A Bassano:
    – serate informative sulla storia veneta;
    – volantinaggio con depliant che riportino sinteticamente nozioni storiche essenziali, pro e contro Veneto/Italia;

    DURANTE LA MANIFESTAZIONE
    E’ importante non rovinare la manifestazione italiana, onde evitare di ottenere l’effetto opposto a quello voluto! Lasciamo a casa la rabbia e usiamo l’intelligenza. Quindi:
    – assolutamente NO a cori da stadio;
    – NO a bandiere marciane dappertutto per sovrastare quella italiana;
    Entrambe sarebbero viste come un’azione coercitiva, limitante della libertà altrui, quindi azioni negative.
    Sarebbe bello poter organizzare una cosa del genere: comparse vestite con abiti d’epoca che ritraggono personaggi storici veneti, che sostano un po’ in disparte, silenziozi, somiglianti a fantasmi del passato, ogniuno che tiene sù un cartello che riporta una frase d’effetto tipo “Eravamo un popolo fiero e coraggioso, come abbiamo fatto a diventare sottomessi e pavidi? Serenissimo Pietro Mocenigo”.
    Anzi, all’inizio del percorso fantasmi dei personaggi storici e, mano a mano che si avanza, personaggi e persone sempre più contemporanee, morte a causa dell’Italia: soldati e cittadini veneti fucilati dall’esercito italiano, imprenditori veneti uccisi dallo strozzino Italia o dalla malagiustizia italica (Ermes Mattielli).

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  36. archscandian ha detto:

    Appoggio la proposta di Yuri, perchè non attaccabile dallo stato, intelligente e riflessiva. Dobbiamo usare modi nuovi per agire e far capire. E andare a parlare civilmente e pacatamente con il sindaco e alla giunta? Una “lezione di storia”, quella sconosciuta…

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  37. ilariabrunelli ha detto:

    Ciao a tutti! quante idee!!

    Un aggiornamento:

    1) ho avuto una risposta dal Sindaco in merito e confermo che, per quanto sembri assurdo, non è provocazione ma ignoranza della propria storia. Il gonfalone prestato dall’emilia ricorda la nascita del tricolore. Proverò a parlare col Sindaco per vedere se c’è una soluzione, ma ovviamente il tricolore mica lo modificano per l’occasione, visto che è non è loro ma prestato.

    Suggerimenti che si potrebbero adottare da proporre al sindaco (non indipendentista e assolutamente italiano. ma pur sempre sindaco di una città veneta) ?

    2) Rimane il problema “bassanesi” (e non solo), ovvero: chi sarà presente alla giornata e non conosce nulla della storia veneta (la maggioranza assoluta!), come può interpretare le azioni di protesta? sicuramente non le capisce e se non le capisce sicuramente le condanna e ne prende le distanze (questione di “ignoranza storica” come dice DANIELE). noi invece dobbiamo riuscire a FAR AVVICINARE le persone che ancora non sanno.

    io quindi proverei a concentrarmi, più che sulla giornata in se (che bisogna appunto vedere cosa si può fare di originale ed elegante, come i palloncini proposti da ANDREA, i cartelli qua e la con curiosità venete proposti da piu di qualcuno di voi !) su AZIONI promosse nei MESI PRECEDENTI per PREPARARE il più possibile il territorio a leggere correttamente i fatti.

    Sullo stile di serate come quelle proposte da JURI, ERICA, MAU24, EZIO TRENTIN. Il volantinaggio proposto da GIANCARLO e MARCO,

    Considerate che è davvero difficile far muovere il culetto dai divani di casa. Servono quindi iniziative di contenuto ma presentate in maniera diversa, più “facile” da digerire di una serata storica dove va a finire che ci vanno sempre i soliti interessati (= noi!! 😉 ): ad esempio DAVID proponeva una rappresentazione della storia o magari location più informali e vicine alla vita quotidiana…

    Mettiamoci nei loro panni: cosa li farebbe uscire di casa e avvicinare a una nostra iniziativa?

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    • Enzo Trentin ha detto:

      «…cosa li farebbe uscire di casa e avvicinare a una nostra iniziativa?»

      Forse un recital – ad entrata gratuita, e dove all’ingresso sono esposti ed in vendita libri, gadget, bandiere etc. – degli amici di “Incat’Arte”: Un paio di canzoni, qualche lettura poetica “nostrana”, un po’ di musica (da Vivaldi alla Biondina in gondoeta),e tanto revival autoctono.

      Come al solito: opinioni personali, s’intende!

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    • Thomas Ferronato ha detto:

      Ciao Ilaria, sono anch’io bassanese; l’ho vista con emozione riempirsi di gonfaloni l’anno scorso e, ahimè, la vedo sempre cammuffata col tricolore che ne deturpa il fascino. Personalmente non nutrivo alcuna fiducia su Poletto e, purtroppo, dopo averlo conosciuto ho dovuto ammettere di avergli dato comunque troppa fiducia.
      Per quanto riguarda la non consapevolezza dei bassanesi… certo, siamo ancora molto molto lontani da Scozia e Catalogna ma nel corso degli anni ho capito che anche quando in pochi si espongono, molti apprezzano. Non sarà sempre così! La fase iniziale è sempre la più dura e far capire alle persone che un sogno per quanto grandi sia può essere realizzato non è facile. ci vorrà tempo, questo è certo, ma vedere il gonfalone esposto in molte case era impensabile solo qualche anno fa. Bisogna insegnare la storia a chi l’ha conosciuta storpiata dalla propaganda italiana e non demoralizzarsi per le difficoltà.

      Per il 29 maggio cerchiamo qualsiasi modo per informare i nostri concittadini di questa bieca provocazione (di cui peraltro non sapevo nemmeno io nulla). Tempo per organizzarci ce n’è. L’importante è non sprecarlo…

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    • AndreaD ha detto:

      Interessante. Se ho ben capito siamo di fronte ad un sindaco italiano, non ben informato, che si è reso conto di quanto inopportuno sia il numero 1797 in una città veneta. Penso che anche per il signor sindaco sia importante dare il buon esempio, davanti ai suoi concittadini, nel dimostrare che la democrazia non è solo uno slogan di partito. Quindi, fermo restando che egli mai rinuncerà alla sfilata del tricolore, sarebbe comunque auspicabile un suo impegno ufficiale a non censurare, o ostacolare, tutte quelle iniziative parallele e complementari all’evento. Iniziative organizzate dai Veneti “consapevoli” nei confronti dei Veneti “un tanto al chilo”. Giusto per fare un’ipotesi immagino quindi che non dovrebbero palesarsi problemi nel caso sia necessario reperire uno spazio pubblico per una conferenza su quella sagomaccia di Napoleone. Allo stesso modo penso che non ci sia nulla di scandaloso se, nelle settimane precedenti il grande evento, dovessero sfilare per le vie di Bassano i nostri reggimenti storici con tanto di recita in piazza de l’Orasion de Perasto. Quando poi sarà il momento della parata bianco-rosso-verde allora chi dovrà trarre le sue conclusioni lo farà….

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    • archscandian ha detto:

      Per me proiezione gratuita del Leone di Vetro in sale comunali, centri ACLI, sedi alpini, al termine mezz’oretta di “apertura mentale” con dati veri e fatti tenuti nascosti dall’Italia.

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  38. GIANCARLO ha detto:

    Brao Trentin…anca qua a Verona par attirar atension a la nostra causa i capisse solo POLENTA E BRASOLE, PAN E SALAME E VIN………me scuxo ma no ghe ne posso pì de stì Veneti tuta pansa e gnente servel e cultura !!!!! Lori i continua a pagar tasse e lamentarse tra de lori………qua bisogna vermanete darse da far parlè quel zorno el sia un zorno de riscatto moral e cultural no solo par i Bassanesi, ma par tuti i Veneti.
    De idee ghè né vegnue fora tante……adesso organixemose par tempo, magari con na riunion “ad hoc” in un’osteria de Bassan o da qualche altra parte va ben tuto………
    Semo svej e me speto na grande partecipasion xè solo question de organixarla ben e par tempo.
    Brava ILARIA BRUNELLI. Se te ghè occasion de veda ancora el tò sindaco, no averghe paura de farghe veda i commenti che stà arrivando. El se deve renda conto che le feste ITALIOTE le xè destinae a finir xe solo questione de tempo.
    El movimento PLEBISCITO.EU a genar el farà na denuncia con tanto de firme…….alla CORTE SUPREMA dei diritti dell’omo par denuncniar l’italia par via del referendum regional e dela sentensa dela consulta che l’ha negado parfin l’esistensa del POPOLO VENETO.
    WSM PAR TERA E PAR MAR sempreeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!

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  39. Thomas Ferronato ha detto:

    Ciao Ilaria, sono anch’io bassanese; l’ho vista con emozione riempirsi di gonfaloni l’anno scorso e, ahimè, la vedo sempre cammuffata col tricolore che ne deturpa il fascino. Personalmente non nutrivo alcuna fiducia su Poletto e, purtroppo, dopo averlo conosciuto ho dovuto ammettere di avergli dato comunque troppa fiducia.
    Per quanto riguarda la non consapevolezza dei bassanesi… certo, siamo ancora molto molto lontani da Scozia e Catalogna ma nel corso degli anni ho capito che anche quando in pochi si espongono, molti apprezzano. Non sarà sempre così! La fase iniziale è sempre la più dura e far capire alle persone che un sogno per quanto grandi sia può essere realizzato non è facile. ci vorrà tempo, questo è certo, ma vedere il gonfalone esposto in molte case era impensabile solo qualche anno fa. Bisogna insegnare la storia a chi l’ha conosciuta storpiata dalla propaganda italiana e non demoralizzarsi per le difficoltà.

    Per il 29 maggio cerchiamo qualsiasi modo per informare i nostri concittadini di questa bieca provocazione (di cui peraltro non sapevo nemmeno io nulla). Tempo per organizzarci ce n’è. L’importante è non sprecarlo…

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  40. Andrea ha detto:

    Personalmente non credo che i veneti siano “tuti pansa e gnente serveo” credo piuttosto che siano stati indottrinati a dovere e imbottiti da generazioni di un qualche cosa che mi sento di poter definire pura propaganda …
    Pertanto anche se ci viene il nervoso, (non mi escludo da questa reazione) , bisogna avere pazienza e lavorare, secondo me anche creando dibattiti aperti dentro alle scuole, (dove viene inculcata la propaganda ).chiedere conto ai maestri/ professori delle inesattezze che insegnano ai nostri figli e sulle quali poi li interrogano. Ma non urlando come detentori della suprema verità bensì cosci di ciò che diciamo e preparati sulla argomento con tanto di date e cenni storici da opporre alle loro rimostranze .
    Come con la storia del presepio il direttore dell’Istituto si è dimesso perché i genitori sono insorti e non hanno mollato,questo ci deve insegnare che non fanno quello che vogliono, fanno quello che gli lasciamo fare …
    Per quanto riguarda attirare i giovani perché non organizzare una serie di esibizioni di gruppi di quelli che riempiono i locali e le manifestazioni dove sono chiamati a suonare e usare degli spazi per lanciare delle provocazioni debitamente studiate frasi brevi e di effetto da proiettare magari nello schermo dietro al gruppo che suona durante la performance …

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  41. Pietro Mocenigo ha detto:

    FACCIAMO IL BILANCIO DI FINE ANNO DELL’INDIPENDENTISMO VENETO
    http://www.miglioverde.eu/facciamo-bilancio-fine-anno-dellindipendentismo-veneto/

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