Metti la Serenissima sotto il cofano

di AndreaD

Spulciando a destra e manca attraverso i meandri del web può capitare di imbattersi in notizie relative a cose, o fatti, di cui si ignorava beatamente l’esistenza. Potete quindi immaginare quale sia stata la mia sorpresa quando, mentre scorrevo la lista di Wikipedia inerente i motori usati in Formula 1, leggo la sigla “Serenissima M166”. Ho letto bene? Serenissima…?!?

Serenissima-M1AF_14Vado subito a leggere la voce e scopro che questa sigla appartiene ad un motore da competizione V8 con oltre 300 cavalli di potenza. Tale motore fu utilizzato nel 1966 da Bruce McLaren, durante il Gran Premio di Gran Bretagna, quando con la sua vettura McLaren M2B conquistò il primo punto iridato per la propria scuderia in una gara di Formula 1.

Ma da dove provveniva questo motore “Serenissima”?Serenissima-308-Jet-Competizione_5
Approfondendo la storia si scopre che era stato realizzato dall’omonima Scuderia Serenissima, fondata dal Conte Giovanni Volpi all’inizio degli anni sessanta per gareggiare nelle competizioni della categoria Gran Turismo. In un primo tempo la scuderia utilizzava e preparava vetture della Ferrari ma poi, a causa di beghe contrattuali con il “Drake” di Maranello, venne meno la fornitura delle vetture modenesi. Di conseguenza Volpi fondò la “Automobili Serenissima”, che costruiva interamente in casa l’intera macchina. Il progetto della parte meccanica venne affidato all’ingegner Alberto Massimino, storico progettista per vari marchi tra cui Alfa Romeo, Lancia, Ferrari e Maserati.

1965_Serenissima_308VJetCompetizione1La prima macchina progettata e realizzata fu una vettura Gran Turismo per utilizzo stradale: la Serenissima 308V Jet Competizione del 1966. Stilisticamente e concettualmente la vettura era simile alla coeva Lamborghini Miura ed infatti condivideva con questa, la scelta del motore in posizione centrale. La 308V era stata concepita per essere convertibile in un veicolo da competizione. Si doveva quindi realizzare anche un motore abbastanza potente da poter essere facilmente evoluto per le gare.

Massimino progettò l’M166, un V8 da 3000 cc capace di oltre 300 cavalli di potenza massima con la particolarità di avere l’accensione a doppia candela analoga al sistema Twin Spark dell’Alfa Romeo. Queste caratteristiche lo rendevano (sulla carta) sufficientemente competitivo per le gare di Formula 1 dell’epoca, ed infatti venne scelto da Bruce McLaren per equipaggiare le sue monoposto.
Il pilota nSerenissima-M1AFeozelandese non rimase particolarmente soddisfatto dall’ affidabilità del motore M166 e decise quindi di ripiegare su altri propulsori. La Scuderia Serenissima utilizzò il motore su un prototipo per la Formula 1, costruito sulla base del telaio McLaren, e denominato M1AF: tale macchina era dotata di alettoni, ed è stata una delle prime vetture di Formula 1 della storia ad utilizzarli.

La vicenda della Scuderia Serenissima non è certo l’unico episodio in cui l’identità veneta è associata al mondo della meccanica e delle competizioni motoristiche. Anzi, se andiamo a scavare nella storia si scopre che il contributo veneto nei confronti dell’automobilismo è tutt’altro che marginale!

zeno-enrico-bernardi-autoRitengo quindi doveroso cominciare dal veronese Enrico Zeno Bernardi (Verona, 20 maggio 1841 – Torino, 21 febbraio 1919) che è stato un’importantissimo ingegnere veneto. Il 22 agosto del 1882 il prof. Bernardi brevettò il suo motore a scoppio alimentato a benzina, un piccolo monocilindrico di 130 cc avente la potenza di una frazione di cavallo/vapore, adatto a far funzionare piccole macchine utensili. Lui lo sperimentò a lungo prima di brevettarlo sulla macchina da cucire della moglie. Nell’estate del 1884 il Bernardi applicò il suo motorino su un triciclo in legno per il figlio Lauro che, a cinque anni, scorrazzò per le strade della periferia di Verona dove la famiglia aveva la villa estiva, divenendo così il primo automobilista del mondo (su veicolo a benzina) e quindi possiamo considerare il suo triciclino comè il primo veicolo al mondo a muoversi tramite l’utilizzo di un motore endotermico a benzina. Tale prototipo fu premiato con medaglia d’oro all’esposizione di Torino del 1884. Nel 1894 Bernardi realizza la prima automobile italica. Era una tre ruote, con il motore posteriore monocilindrico da 464 cc, cambio a 3 marce e con potenza di tre cavalli. Si tratta di un piccolo gioiello meccanico per l’epoca, in grado di trasportare due persone alla velocità massima di 35 Km/ora. Oggi il prototipo è di proprietà del Comune di Verona (Museo di Storia Naturale). È stato concesso in prestito ed è visibile attualmente nella sede dell’ACI di Verona.

1897_MenonAssieme a Bernardi non si può fare a meno di citare un altro genio nostrano della meccanica ovvero il trevisano Carlo Menon, che è stato un artigiano e poi industriale di Roncade. A partire dal 1890, affermata già la produzione delle biciclette, Carlo si dedicò al sogno del volo progettando un velivolo leggero: alcuni tentativi di prototipo però non portarono risultati apprezzabili e il progetto viene abbandonato per mancanza di risorse economiche per lo sviluppo. In seguito i fratelli Wright fecero volare il primo prototipo di aereo il 17 dicembre 1903 nella Carolina del Nord. Nel 1895 costruì una vetturetta a quattro ruote (la prima in Italia), con motore De Dion & Bouton. Poi la perfezionerà e costruirà in proprio anche il motore, riproducendo sino al 1902 poco più di venti vetturette, delle quali una sopravvive in casa di un erede.

Giusto per restare in tema di record è bene ricordare anche Gaetano Rossi, industriale laniero di Piovene Rocchette, che fu il primo automobilista del Regno d’Italia. Infatti nell’agosto del 1892 Rossi ordinò una vettura Peugeot “Vis-a-Vis” telaio n. 25 che gli fu consegnata il 2 gennaio 1893.

RiccardoPatreseParlando di piloti professionisti, impegnati nelle competizioni, il Veneto può vantare dei nomi che nel corso degli anni sono diventati celebri a livello mondiale. Nell’ambito della Formula 1 è d’obbligo cominciare dal padovano Riccarco Patrese, la cui carriera è iniziata con il titolo di campione del mondo con i kart e poi come campione italiano ed europeo in Formula 3. Entra in Formula 1 a partire dal 1977 e gareggia fino al 1993, avendo modo di disputare 256 Gran Premi e vicendone in totale 6. Nel 1992 si classificò secondo nel campionato del mondo F1 alle spalle di Nigel Mansell, suo compagnio di squadra alla scuderia Williams.
Luca Badoer, montebellunese, è stato pilota di Formula 1 e collaudatore della Ferrari: dal 1999 al 2009 è stato impegnato in 469 giorni effettivi di test durante i quali ha percorso la bellezza di 131.944 km con le monoposto della Casa di Maranello.
Giorgo Pantano, nativo di Conselve, è stato pluricampione italiano ed europeo nei kart e nella stagione 2004 ha gareggiato in Formula 1 con la scuderia Jordan. Nel 2008 si laurea campione del mondo nella formula GP2 e diventa così  il pilota con più vittorie (15 successi) nella storia delle formule cadette (Formula 2, F3000, GP2).

Per la cronaca anche il brasiliano Rubens Barrichello, che è stato pilota della Ferrari e per due volte vicecampione del mondo alle spalle di Michael Schumacher, può vantare origini venete: i suoi bisnonni erano di Castello di Godego, nella Marca Trevizana.

sandro-munari-afp-352x288Il  mondo dei rally è stato ancora più ricco di soddisfazioni e risultati per i piloti veneti, a partire da Sandro Munari, detto il “Drago di Cavarzere”, campione del mondo rally nel 1977 con la mitica Lancia Stratos HF. Egli fu celebre anche per aver vinto più volte di seguito il Rally di Montecarlo (la prima volta nel 1972 con la Lancia Fulvia HF). La tradizione rallystica veneta è stata poi onorata negli anni 80 dal bassanese Massimo Miki Biasion, che nel corso della sua carriera ebbe modo di correre con le mostruose Lancia Rally 037 e Lancia Delta S4 per trionfare, infine, con l’indimenticabile “Deltona” HF Integrale laure2015-06-01-the-score-miki-biasionandosi per 2 volte campione del mondo rally nel 1988 e nel 1989. E’ doveroso citare anche Antonio Tony Fassina, di Valdobbiadene, vincitore del Rally di Sanremo 1979 su Lancia Stratos e campione europeo nel 1982 con la Opel. Vicentini, invece, sono Pino Ceccato e Franco Cunico (7 volte campione italiano rally) provvenienti entrambi dalla celebre Scuderia Palladio.

Mi scuso con i lettori se in questo mio breve excursus non ho parlato della storia del motociclismo veneto, ma la mia preparazione in questo argomento è molto scarsa. Chiunque abbia competenza in merito è invitato a raccontarci fatti, persone e aneddoti che riguardano le due ruote. Preferisco lasciarvi con un filmato degli anni 70 recuperato da una vecchia bobina Super8 nel quale è raccontata la vittoria, al Rally di Montecarlo, del nostro “Drago di Cavarzere” a bordo dell’insuperabile Lancia Stratos HF. Erano i tempi delle braghe a zampa e della macchine che andavano guidate con la doppietta e il punta/tacco… buona visione!

Lancia Stratos – 44° Rally di Monte Carlo (1976)

Informazioni su AndreaD

Łìbaro e Veneto
Questa voce è stata pubblicata in Blog Pubblico, Identità Veneta, Testimoni del Veneto e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Metti la Serenissima sotto il cofano

  1. Ugo Comparin ha detto:

    Ciao Andrea……..belo l’articolo (anca sa no so un’apasionato de motori. Volèo savere dove che la jera sta fabrica “SERENISSIMA” e che fine che la ga fato.

    Mi piace

    • AndreaD ha detto:

      Ciao Ugo,
      mi no go libri che te conta ła storia de ła Scuderia Serenissima, se połe comuncue catar informasion so’ł web.
      Par ezenpio A go catà sto sito che purtropo l’è scrito tuto in angleze Merchants of Venice ma ch’el riporta na serie de informasion tanto utiłi, e cusì poso rispondar anca a ła to domanda.
      I dize che el conte Volpi, cuande che’l g’avéa decizo de costruirse łe machine par conto suo, el ga meso su na fabricheta picenina a Formigine nel modeneze (el ze visin de Maraneło). Nel 1970 el conte el ga sarà l’azienda e deso no’l posiede pì ezenpłari de łe so machine.
      El prototipo da Formula 1 “M1AF” eł ze de proprietà de’l striaco Nicolas Schönleber che onji tanto ło mostra ai eventi de auto storeghe.
      Par cuanto conserne ła vetura stradałe “Serenissima 308V Jet Competizione” go catà scrito che, cuałche ano fa, un svisaro eł ga recuperà un tełaro orizenałe e’l ghe ga montà un motor “Serenissima M166”. Ła vetura cusì restaurada ła ze sta mostrada, nel 2006, al concorso de auto storeghe che se tien a Villa d’este so’ł Łago de Como. Sicome che ła ze on ezemplare unico penso che ła gapia on vałor inestimabiłe.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...