LUOGHI COMUNI…e VERITÀ STORICHE

 

 

di Gigio Zanon

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Premetto che sono Veneziano trasferito in Caldiero e che ho scritto diversi libri e saggi sulla Storia di Venezia e del Veneto. Detto ciò, ho avuto la ventura di leggere su l’Arena un articolo del sign. Giuseppe Brugnoli, il quale – come altri denigratori della Repubblica di Venezia – afferma che il suo Governo fu “Illiberale ed oppressivo”. [clicca sull’immagine per ingrandirla]

Sono convinto che questo signore non conosca assolutamente nulla di Venezia e dei suoi millequattrocento anni di storia: unico Stato al mondo ad essere così longevo! Vorrò, pertanto, solo accennare alcuni punti salienti, ad alcune date, per informarlo su quello che lui definisce un regime illiberale ed oppressivo.

Nel 1100 si ebbero varie leggi sull’igiene pubblica; nel 1410 si organizzò l’assistenza giudiziaria gratuita per i poveri; nel 1492 si emanò una legge sulla salvaguardia dei lavoratori e nel 1494 le leggi sul lavoro minorile.

SchiavitùVenezia fu la prima Nazione al mondo ad abolire la tortura e a sancire il principio che fosse lo Stato a dover provare la colpevolezza dell’imputato e non quest’ ultimo a dimostrare la sua innocenza. Tutto ciò quando altrove esisteva ancora “il giudizio di Dio”.

Un solo inciso. Nel 1494 vennero a Venezia gli Ambasciatori del re d’Inghilterra (vi è da considerare che gli Inglesi, fin da quei tempi, ebbero sempre un occhio di riguardo per i Veneziani), e nel 1496 quelli del re di Svezia. Essi vennero ad apprendere e a copiare le leggi della Serenissima.

È ben noto in tutto il mondo che nella seconda metà del ‘700, gli allora appena nati Stati Uniti d’America inviarono in Europa Beniamino Franklin sia come Ambasciatore che per apprendere le leggi di quegli Stati. Ma è altrettanto noto che egli rimase talmente ben colpito da quelle dello Stato Veneto, che le propose in blocco nel suo Paese. Ebbene: quelle norme servirono quali basi per le loro leggi, e sono attualmente ancora in vigore nei loro Stati: sia in Inghilterra, che in Svezia ma anche negli Stati Uniti!!!

franklinInoltre, esclamerà, scandalizzato, il Saint Didier nel XVII secolo, giunto in visita a Venezia: “Gli inferiori sono completamente esenti da qualsiasi riguardo verso i loro superiori”; gli farà eco Payen in quello successivo, e non meno stupefatto: “in qualsiasi parte della Repubblica un padrone non ha il diritto di bastonare il suo servitore!”. Riprende il Saint-Didier: “Non esistono divertimenti che il Popolo non divida con la Nobiltà… Esso può unirsi a loro in qualsiasi luogo, alle feste e nelle baldorie pubbliche, senza nessun obbligo, e questi stessi Nobili non esigono dai sudditi a ogni ritrovo alcun rispetto esteriore che li metta in soggezione!”

Quale migliore prova di successo fa mai data da un regime? “É difficile, nota Montesquieu, trovare in qualunque altro luogo tanto rispetto e obbedienza verso le Autorità come a Venezia”.

Più ancora dell’ obbedienza, tuttavia, era l’ affetto che il Governo aveva saputo ispirare. E nulla può meglio descrivere il vero clima politico che regnava a Venezia di questo grido, sfuggito al Granduca Paolo di Russia nel secolo XVIII – Italiani, non ispiratevi! – “MA… QUESTO POPOLO E’ UNA FAMIGLIA!”

targa-ricordo-petrarca-veneziaA tal proposito voglio solo ricordare una lettera che Francesco Petrarca inviò ad un suo amico Bolognese per descrivere la Serenissima:

“… quale Città unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza la navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita: Città ricca d’ oro ma più di virtù, sopra saldi marmi fondata ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile e, meglio dal mare ond’ è cinta, dalla prudente sapienza dè figli suoi munita e fatta sicura.”

Un’ ultima “perlina”: può benissimo ancor oggi entrare in Palazzo Ducale, e nella visita accedere nella sala dell’ Avogaria e leggere la targa apposta nel XVII secolo quale raccomandazione ai Giudici. Eccola:

PRIMUM SEMPER ANTE OMNIA

DILIGENTER INQUIRITE: UT CUM JUSTITIA,

ET CHARITATE DIFFINIATIS: NEMINEM,

CONDEMNETIS ANTE VERUM, ET JUSTU

JUDICIUM; NULLUM JUDIDETIS SUSPITIO=

NIS ARBITRIO: SED PRIMUM PROBATE, ET

POSTEA’ CHARITATIVAM SENTENTIAM

PROFERTE: ET QUOD VOBIS NO VULTUIS

FIERI: ALTERI FACERE NOLITE.

Sempre a vostra disposizione per quanto riguarda la nostra Storia, spero che quanto sopra possa essere di utilità al sign. Brugnoli.


Lettera inviata da Gigio Zanon alla redazione de L’Arena in risposta all’articolo “Nostalgici veneti dello Stato illiberale e oppressivo” di Giuseppe Brugnoli pubblicato su “L’Arena” in data 12 novembre 2014

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7 risposte a LUOGHI COMUNI…e VERITÀ STORICHE

  1. Denis Chies ha detto:

    Sarei interessato a conoscere fonti e testi che illustrino i rapporti di Venezia con l’entroterra.

    Sempre “Serenissimo”!

    Dott. Denis Chies

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  2. Lara ha detto:

    Venezia e la Terraferma e Le Leggi veneziane sul territorio 1471 – 1729 di Ivone Cacciavillani

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  3. Ben ha detto:

    Riconoscimento della LINGUA VENETA IN BRASILE (che quì chiamano “TALIAN”). Sono in Brasile, nel Rio Grande do Sul e sono lieto di comunicare che NOSTRA LINGUA E’ UFFICAILMENTE RICONOSCIUTA IN BRASILE. Roberta Bassani Federizzi, dott.ssa in lettere, professoressa di Arte e Ricercatrice da la notizia sul Giornale nazionale “ZERO HORA” di giovedì 13 di novembre 2014.

    Le prime parole scritte sono queste: COM ALEGRIA VE-SE QUE O “TALIAN” (veneto) é FINALMENTE RECONHESCIDO COMO REFERENCIA CULTURAL BRASILEIRA, UM PATRIMONIO GAUCHO CERTIFICADO EM 2009 E QUE, AGORA, RECEBE UN TITULO PE LO MINISTERIO DA CULTURA.

    iMIGRANTES “ITALIANOS”, AO DEIXAREM (LASCIARONO) SUA PATRIA, TROUXERAM (portarono) INUMEROS VALORES, ENTRE ELES SUA FE’, AMOR POR TRABALHO (lavoro) E SUA SUAS TRADIçOES. NO SCENARIO GAUCHO PERCEBE-SE A VALOROSA PARTECIPAçAO DESSA ETNIA QUE IMPRIMIU SUAS MARCA, SENDO A LINGUA UMA FORMA MAIS ESPRESSIVA. IMPORTANTE SALIENTAR (evidenziare) QUE O “TALIAN” (in Brasile la lingua veneta viene chiamata appunto “talian” perchè deriva da persone venute dall’ itaGlia…già da allora i funzionari e politici hanno continuato a intropidire le acque sulla realtà, verità VENETA, mischiandola sempre con l’ itaGlia) ORIGINARIO EM TERRAS GAUCHAS, SE FORMO’ POR EXPRESSOES DO “DIALETO VENETO, DO PORTUGUES E DO GAUCHES.

    L’ itaGlia deve prendere esempio dal Brasile invece di colpirci continuamente….ma si sa, se il Brasile è totalmente di sinistra, comandato da una ex terrorista rossa e riesce a fare cose di un certo grado di giustizia e corretteza, immaginiamo da chi siamo governati noi…bisognba fare una potente rivoluzione, democraticamente non otterremo niente QUESTO LO SAPPIAMO TUTTI, MA FACCIAMO FINTA CHE TUTTO PUO’ AGGIUSTARSI DEMOCRATICAMENTE…SIC?

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  4. Anguro ha detto:

    Quando il livello dell’avversario è così basso, lo si sovrastima replicando.
    Ma effettivamente è doveroso rispondere con perizia a tali provocazioni.
    Aggiungerei il fatto che Galileo Galilei trovò protezione nelle terre della Serenissima, insegnando all’università di Padova e scrutando la volta celeste dall’osservatorio della Specola. Altrove lo si voleva bruciare sul rogo. WSM

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  5. AndreaD ha detto:

    Spulciando qua e là sul web mi capita spesso di imbattermi in articoli e commenti inerenti sia la Storia e l’Identità Veneta sia il nostro progetto di Indipendenza. Molti di questi scritti sono volutamente denigratori e concepiti nella più totale malafede arrivando a sfociare, sovente, nell’insulto gratuito e nalla cattiveria più becera.
    Per esempio basta dare uno sguardo su youtube alla lista dei commenti del video “Balasso e la lingua veneta: da morir dal ridere!” di Ilaria Brunelli: c’è da restare sorpresi dal livello di ignoranza e maleducazione nel quale sguazzano, purtroppo, tanti, troppi veneti.
    Un altro esempio è il sito on-line del Gazzettino che ultimamente leggo molto spesso perchè vivo all’estero per motivi di lavoro. Anche qui ci sono dei personaggi fissi che non perdono occassione per commentare gli articoli con frasi che denotano un’arroganza e una malafede direttamente proporzionali alla loro mancanza di intelligenza. C’è una tale signora che si firma “Galatea Salentina DOC”, o anche “Elise Francia”, che vive in Veneto e non perde occasione per rimarcare quanto noi Veneti facciamo schifo dal punto di vista umano e morale. Bene. Sono d’accordissimo con lei sul fatto che ci siano persone Venete al 100% che, almeno secondo me, sono alquanto pessime sotto il profilo umano. La signora in questione però ha il vizio di generalizzare e quindi secondo lei tutti i Veneti fanno schifo a priori e l’unica occasione che abbiamo per migliorarci un pò è quella di votare e seguire con devozione un grosso partito italiano che ha le iniziali che ricordano molto la targa automobilistica di Padova….
    Mi viene in mente anche un altro simpatico personaggio che esprime degli interessanti concetti tipo che “la Serenissima era il regno del terrore dei terribili nobili veneziani che vessavano la gente dell’entroterra” (!). Sempre secondo costui il concetto di “Veneto” invece “risale agli anni 70, quando fu concepito congiuntamente dalla DC e dai comunisti” (sic!). Secondo questo signore molti Comuni del Veneto hanno fatto richiesta di passare alle Regioni confinanti e quindi la conclusione di questo delirio è che la Democrazia e la Storia possono essere ripristinate solo attuando un mega spezzatino del nostro Popolo. Vabbè…
    Sono cose che possono far sorridere, però dobbiamo stare attenti e mantenere sempre la guardia alta perchè la “strategia del fango” punta proprio sul fatto che a furia di illazioni e menzogne si costruisce un vero e proprio teorema. Sappiamo bene che l’uomo moderno “dell’era di internet” segue molto distrattamente le notizie che arrivano dal web e per questo è facilmente influenzabile dagli slogan urlati e dalle frasi ad affetto. Non ha sufficienti basi culturali (e mentali) per analizzare con spirito critico le menzogne e le scemenze. Su questo si basa la strategia del consenso filo-italianista e noi abbiamo il dovere di contrastarlo nei limiti che ci impone il poco tempo che abbiamo a disposizione.

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    • Giulia ha detto:

      Sono nata in Piemonte ma sono veneta. Nonostante non abbia avuto la fortuna di essere nata nella mia terra d’origine, ci sono sempre venuta molto spesso. Tra veneti che vivono lì ed altri veneti trasferiti qui, ne conosco così tanti da potermi permettere di dire che vi conosco bene. Ci sono veneti cattivi e maligni così come ce ne sono altri gentili, simpatici, di buon cuore. La maggior parte delle critiche che leggo in internet parlano di ”chiusura mentale”, in pratica i ”cattivi” veneti si ostinano a parlare il loro dialetto (lo so che è una lingua e lo faccio sempre presente a tutti), si ostinano a volere tramandare le loro tradizioni e ad esigere che chi è foresto e si trasferisce nella loro regione si adegui alla loro cultura.
      Io vivo in Piemonte e non posso che considerare questo vostro modo di fare come una cosa più che positiva. Nelle zone abitate da famiglie venete, non si nota la differenza tra queste e quelle piemontesi. Noi ci siamo adattati, rispettiamo la cultura locale. Nella mia città natale ci sono zone in cui sembra di essere a Napoli. Persino i bambini di 5 anni, nati lì, parlano napoletano. A Torino quando fanno una festa, non ci sono canzoni piemontesi ma meridionali. La maggioranza dei piemontesi accetta tutto in modo passivo e poi si arrabbia in casa dove non li sente nessuno, non sono combattivi come i veneti. A volte non mi sembra neanche di vivere nell’Italia settentrionale.
      A voi veneti che continuate a parlare la lingua veneta e la insegnate ai vostri figli, a voi veneti che pretendete RISPETTO per la vostra cultura, che non accettate di essere invasi da gente che cerca di cancellare la vostra identità per imporre la loro, vorrei dire: GRAZIE!

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