Veneto: Uomini che odiano le donne

Perché di Genere si può ancora morire

di Anna Iseppon

violenza donneCi sono due casi di cronaca che tengono banco in questi giorni, e che fanno riflettere sulla “giustizia” italiana.  Uno è quello di Ermes Mattielli, un commerciante che aveva scelto di farsi giustizia da solo (ed ha pagato per questo). L’altro riguarda Chiara Insidioso, ragazza di 19 anni ridotta ad un’ombra di se stessa dopo essere stata brutalmente picchiata dal suo compagno… Un compagno che non pagherà mai abbastanza per quanto ha fatto, ma che anzi, l’altro giorno è stato “premiato” dal giudice ottenendo una riduzione della pena di ulteriori 4 anni!

Vorrei che tu riflettessi su una cosa: quante donne ci sono nella tua famiglia? Quante ne incontri ogni giorno al lavoro, al supermercato, al bar, in treno…? Ecco, se hai in mente una cifra, anche indicativa, dividila per tre. Fatto? Bene, quel numero ti dice quante delle donne che incontri nella tua quotidianità potrebbero essere state vittime di violenza almeno una volta nel corso della propria vita.

Dà i brividi, vero? Siamo nel 2015 e non sono dati relativi ad Afghanistan o Mali, ma registrati nel “moderno e civile occidente”.

La situazione nella penisola

Nonne, madri, figlie, sorelle, amiche, semplici sconosciute… Stando agli ultimi dati rilasciati da dipartimento pari opportunità e Istat¹ relativi al quinquennio 2009/2014, sono quasi 7 milioni – il 31,5 %, praticamente una su tre – le donne italiane fra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della vita.  Un dato vergognosamente in linea con quelli europei (33%) e internazionali (una donna su tre nel mondo).

Percentuali con tutta probabilità sottostimate, visto che il numero di donne che si rivolgono ai centri antiviolenza è ancora basso (il 4,9%). Facile immaginare come dietro alle percentuali di mogli, fidanzate o compagne che si sono decise, magari dopo anni, a liberarsi di botte o sfiancanti stalking, si nasconda un sommerso ben più numeroso di donne che subiscono, che pensano di non avere alternative (magari perché senza un reddito), che non denunciano per il “bene” dei figli, per paura delle ritorsioni (già, perchè, parlando di “giustizia” italiana, la legge non prevede il  carcere per chi subisce una condanna inferiore ai quattro anni, esponendo la vittima a ritorsioni se non a violenze ancora più gravi), o perché non sanno a chi rivolgersi.

Una violenza spesso consumata in famiglia: l’indagine rivela che le violenze più cruente avvengono per mano di partner (ben il 62,7% degli stupri) presenti o passati, familiari e amici di famiglia; violenze che generalmente diventano più gravi al momento della separazione, come nel caso di Chiara Insidioso. La cosa peggiore è che si stima che quasi il 40% delle donne picchiate dal marito o dal compagno non parli di quanto accade dentro le mura domestiche!

“La cultura del “segreto” e della “vergogna” delle violenze subìte viene da lontano e tutt’oggi è difficile da eradicare, non solo per i risvolti sociali della denuncia, ma per le implicazioni psicologiche personali di chi le subisce – spiega Adelia Lucattini, psichiatra – La violenza viene dichiarata da chi la infligge come qualcosa fatta “per il bene” di chi la subisce o “per colpa” della bambina o della donna, che “induce” l’aggressore a comportamenti riprovevoli che egli non vorrebbe commettere: un modo per scaricare la responsabilità sulla vittima”.

Veneto e violenza sulle donne

È un triste primato quello che spetta alla nostra terra: la percentuale di donne vittime di violenza in Veneto è del 34,3% (dato 2013), quasi 3 punti percentuali sopra la media della penisola.

Qualche mese fa il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto ha reso pubblici i dati relativi al nostro territorio. Sono 1.496 le donne Venete che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa nel 2014: 906 sono state vittime di violenza psicologica, 890 di violenza fisica, 212 di violenza economica, 181 di stalking e 83 di violenza sessuale. I casi di violenza assistita sono stati 592.²

Quasi la totalità dei casi, il 93%, si è consumata all’interno delle mura domestiche, per mano del marito/compagno, e spesso i figli e le figlie sono stati spettatori e spettatrici (violenza assistita), se non coinvolti direttamente.

conseguenzeSarà che sono donna, che ho una madre, una sorella e delle nipotine che amo, molte amiche e tantissime conoscenti; sarà che trovo riscontro di queste percentuali nei racconti e nelle confidenze di tante di queste piccole-grandi donne con cui condivido la mia quotidianità… Ma NON è questo il mondo che voglio, per me stessa e per loro; e sono certa che nemmeno voi lo volete per le vostre sorelle, le vostre figlie o le vostre compagne!

Pensateci, e lavoriamo per costruire un Veneto più rispettoso e più giusto, non solo per quanto riguarda tasse, ambiente  o infrastrutture. Il Veneto in cui voglio vivere deve essere “a misura di cittadino”…Indipendentemente dal genere.


¹ Scarica il dossier completo qui: Violenza contro le donne – 05-giu-2015 – Testo integrale

² Ogni donna può esser vittima di più di una forma di violenza contemporaneamente


La ricerca va letta chiarendo cosa si intende quando si parla di violenza:

  • Violenza fisica =  essere costretta a stare richiusa in casa o subire altre forme di sequestro, essere buttata fuori casa, subire il lancio di oggetti, sentirsi tirare i capelli, venire scossa o afferrata per un braccio.
  • Violenza psicologica = subire menzogne, inganni, giornate di silenzio, sopportare il rifiuto di dare un aiuto domestico o educativo nella crescita dei figli, subire pedinamenti, inseguimenti, minacce, sottrazione di documenti.
  • Violenza economica = privazione o controllo del salario, abbandono economico, non pagamento dell’assegno di mantenimento, impegni economici imposti con l’inganno, impedimento della ricerca o del mantenimento del lavoro.
  • Violenza sessuale = stupro, molestie sessuali verbali (comprese quelle telefoniche), rapporti sessuali imposti.
  • Violenza assistita (per i minori) = assistere ma anche vedere i segni di violenze subìte da una figura di riferimento come la madre, udire i rumori, ascoltare le grida.

A chi rivolgersi? Attualmente la rete veneta delle strutture attivate conta 15 centri anti-violenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello, mentre altri 6 centri antiviolenza sono in via di attivazione (nel Padovano, nella Marca e a Chioggia).

 

 

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3 risposte a Veneto: Uomini che odiano le donne

  1. ilariabrunelli ha detto:

    Del concetto di violenza (psicologica o fisica che sua) io non colgo la sfumatura di genere, ma la gravità intrinseca al concetto di violenza stessa. Una società seria deve sradicare ogni forma di violenza verso chiunque, punire qualsiasi tipo di prevaricazione, incentivare il rispetto verso OGNI INDIVIDUO, indipendentemente dal genere.

    Il FEMMINICIDIO è inutile se come Stato punisco seriamente l’OMICIDIO. la VIOLENZA DI GENERE è una sciocchezza se affronto e gestisco OGNI VIOLENZA.

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    • vvmaya ha detto:

      E’ vero, uno Stato in cui la giustizia sia efficace non fa differenze di genere… visto che una vita vale una vita, sia questa di sesso femminile o maschile.

      Sta di fatto che una certa sfumatura di genere c’è…visto che il 91% delle violenze sessuali sono compiute nei confronti delle donne, così come l’82% dei maltrattamenti in famiglia ed i 78% degli atti persecutori (tra cui lo “stalking”). E se è vero che c’è una riduzione generale dei crimini violenti, tale diminuzione riguarda in misura minore i crimini contro le donne (-12% reati di lesioni dolose negli uomini, -10% nelle donne, ad esempio).

      [Dati 2014 : http://www.interno.gov.it/sites/default/files/dati_polizia_criminale_omicidi_violenza_di_genere.pdf%5D

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  2. Andrea Facco ha detto:

    Sono maschio e padre di due maschi. Forse messa così uno può pensare, e ora? La violenza psicofisica sia psicologica non deve sussistere. Ha ragione da vendere Ilaria Brunelli.
    Ma, per favore, la lotta alla violenza alle donne è una cosa, la lotta alla violenza sulle persone è una cosa, ma lasciamo fuori in questo contesto il genere o gender? Per piacere, sono cose molto diverse tra loro, molto.
    Na bona serata a tutti.

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