BANCHE POPOLARI E VALORI VENETI

Riceviamo e pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA

valore-moraleIn una società complessa come quella nella quale stiamo vivendo, ci sono valori che sono necessariamente fondamentali ed inalienabili per la serena e proficua convivenza civile. Oggi, come mai nel passato, è indispensabile che coloro che sono ai vertici della piramide sociale incarnino tali valori e siano esempio e garanzia del rispetto degli stessi. Se così non è o non fosse ci si troverebbe nell’inferno della prepotenza dell’arbitrio e della peggiore tirannia.

Oggi come non mai le moderne tecnologie consentono a chi sta ai vertici  strumenti di potere, legali, paralegali ed illegali inauditi al più aspro ed assoluto tiranno medievale. E’ dunque vitale che la nostra società poggi sui valori condivisi ed indiscussi della civiltà cristiana, indipendentemente dal credo liberamente e lecitamente professato. Seguendo le buone regole i risparmiatori soci delle banche banca italiapopolari venete, hanno impiegato il proprio denaro confidando in una situazione di consolidata solidità degli istituti i cui titoli erano sottratti ai perfidi umori  della speculazione borsistica, e sul tutto garantivano  i controlli  dello Stato attraverso il costosissimo apparato di Banca d’Italia ed altre strutture.

Quello che stiamo subendo come soci risparmiatori delle Banche Popolari Venete è di gravità assoluta e diverso dalla crisi di qualsiasi altra banca. Qui non c’è solo il malgoverno da parte degli amministratori attivi sino alla metà del 2015, situazione che potrebbe per certi versi essere comprensibile, ci sono dei gravissimi vuoti di controllo da parte degli organi istituzionali e, quel che più è grave, uno sconsiderato intervento esterno alla banca che impone regole che non sono finalizzate alla tutela del risparmio, come vorrebbero farci credere, ma agli interessi della grande finanza internazionale. SCONTRO-CIVILTADimostrazione ne è che noi soci risparmiatori ci abbiamo rimesso quasi tutto – si parla di miliardi di Euro – e la nostra terra pagherà un prezzo altissimo nel momento in cui inizieranno le esecuzioni nei confronti di coloro che hanno avuto crediti  garantiti da azioni.

In questa situazione di confronto/scontro, economico e civile, la Banca popolare di Vicenza, che si è sempre sottratta a qualsiasi dialogo ed  apertura ai propri soci, ci chiede di votare a favore della trasformazione in s.p.a., dell’aumento di capitale, della discesa in borsa.

La cosa è grottesca!

Sino ad ora tutto  è stato fatto in spregio alle più elementari regole di lealtà, verità, trasparenza, condivisione ed ora si chiede che l’assemblea voti qualcosa che è già stato deciso e, a loro dire, ineluttabile. E se così non sarà il cielo cadrà  in testa ai cattivi che non si sono piegati alla volontà superiore e tutti piangeremo e sarà colpa nostra. No, non è così!

Per questa banca non ci sono solo le possibilità illustrate dalla dirigenza, non ci sono solo borsa e mercato, altre possono essere le soluzioni che meglio garantiscono i soci risparmiatori, che sono i veri proprietari della Banca. soluzioni

Se non ci saranno serie possibilità di revisione del piano industriale con la partecipazione di esperti nominati da noi proprietari della banca, se non ci sarà un serio intervento normativo che limiti le leggi in vigore, noi dobbiamo prendere atto che la divisione fra cittadini che credono nei valori di civiltà e mondo e governo della finanza, è talmente netta che dobbiamo scegliere se appartenere all’una o all’altro.

Anche gli  amministratori della banca ed i politici eletti dal popolo devono scegliere  a quale civiltà appartenere ed è questa la mia domanda.

UNIONE FA LA FORZAAmministratori, soci risparmiatori ed anche forze politiche elette da noi popolo, se ci mettiamo assieme e rimaniamo fedeli alla nostra millenaria civiltà abbiamo la possibilità di costruire un diverso futuro per i soci risparmiatori, per la terra veneta e per la banca. Non credo che in Europa ci sia il plotone di esecuzione che decreterà la fine della decima banca d’Italia.

Mancano 25 giorni all’assemblea abbiamo ancora tempo.

Avv. Andrea Arman

Presidente “azionisti associati Banca Popolare di Vicenza”

Aderente coordinamento associazioni “Don Enrico Torta”

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4 risposte a BANCHE POPOLARI E VALORI VENETI

  1. GIACOMO FRAMARIN ha detto:

    Parole sante Avv. Andrea Arman.
    Abbiamo bisogno di qualcuno davanti che guidi i piccoli risparmiatori che non hanno buona conoscenza della materia.

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  2. GIACOMO FRAMARIN ha detto:

    Grazie a Silvio Fracasso per aver fatto pubblicare questo articolo.

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  3. GIANCARLO ha detto:

    Come non comprendere e condividere lo sfogo dell’Avv. Arman e l’analisi da esso fatta!!?
    Ma come non ricordare che sul nostro sito ( http://www.plebiscito.eu) e innumerevoli volte in cui ci siamo riuniti anche in assemblee aperte al pubblico avevamo già paventato scenari di questo genere?!!
    Allora esorto chi vorrà a venire domenica 21 febbraio presso il BHR TREVISO HOTEL in S.R. 53
    Via Postumia Castellana 2 – a QUINTO di Treviso a sentire cosa abbiamo da proporre per l’esercizio della nostra indipendenza. Ciò riguarda anche l’aspetto finanziario e bancario per il Veneto. Inoltre sempre sul sito, basta cerare bene si trovano informazioni che potrebbero risultarvi interessanti. Insomma ormai il sistema bancario italiano è marcio, dobbiamo dirlo a chiare lettere.
    Ricordo quando ero un imprenditore che i soldi venivano elargiti a piene mani al soliti “ignoti” mentre coloro che erano normali imprenditori dovevano soffrire e offrire garanzie alle banche 2-3-4 volte il valore richiesto. Oggi è ancora peggio perché ti chiedono garanzie ed in più devi comprargli pezzi di carta che non valgono niente !!!!!!
    Signori Veneti a quando la sveglia e pensare in modo diverso dall’italiano ?!!
    Ci hanno sfruttato poco forse? Quei 20 miliardi all’anno di residuo fiscale non sono diventati troppo pesanti al giorno d’oggi ? E…poi ce ne fregano degli altri con le banche ?
    Dovete capire che qui c’è poco da capire o sapere. Basta il buon senso e la logica a dire che far diventare la Pop. di Vicenza una S.P.A. vuol dire cacciare altri soldi e dopo qualche tempo le azioni inizieranno a calare…..calare….e giù perdite. Come dire, se volete salvae la vostra banca la dove salvare voi e nessun altro…..sì, ma salvare come ? Di flebo di sangue ne avete dato e dovreste darne ancora e quali garanzie avete che dopo la banca funzionerà a dovere e la vigilanza sarà ferrea ed attenta ??’….Al momento nessuna, dunque ha ragione l’Avv.Arman, continuare con il risposare il sistema italiota o cambiare strada…quella che noi proponiamo da due anni e che vede già diversi imprenditori averlo capito benissimo.
    Giancarlo Rodegher
    Deputato provvisorio del Parlamento Veneto

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  4. GIANCARLO ha detto:

    Dimenticavo l’orario : inizio ore 09:30.————–

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