Veneti per merito

di AndreaD

In questi primi giorni di marzo mi ritrovo a festaggiare il Cao de’l Ano (Capodanno Veneto) e, contemporaneamente alle feste, ne approfitto anche per mettere in ordine i pensierini e le riflessioni che si svilupperanno con l’anno nuovo. Ritengo che stiamo vivendo nella fase iniziale della futura rinascita del Popolo Veneto, un fenomeno che si è avviato, e sta procedendo, pur timidamente e con una certa lentezza. Tuttavia sarei un mentitore se dicessi che non si sta muovendo nulla. Anzi! E la prima domanda che mi sorge spontanea è: “chi sono gli attuali Veneti?

La mia modesta opinione è che essere parte di un Popolo vuol dire essere individui che, pur vivendo in libertà, condividono determinati valori e quindi determinati obiettivi. Questo mi conduce al concetto del “progetto condiviso” che viene portato avanti da una comunità, o da un insieme di comunità nella loro interezza. Una volta stabilito questo corollario mi risulta molto difficile pensare che si possa essere Veneti per una mera questione di ius sanguinis piuttosto che di ius solis. Mi spiego. Una discendenza famigliare genuinamente veneta non garantisce nulla in merito alle capacità e alle virtù di una persona: mentre il progresso culturale e tecnologico è cumulativo, e si tramanda di generazione in generazione, il progresso etico e morale parte da zero con ogni individuo e, per ognuno di noi, è destinato a seguire una strada che potrà essere più o meno edificante. Lo stesso ragionamento vale anche per il cosiddetto diritto alla cittadinanza stabilito per meri criteri di oppurtunismo geopolitico: una cittadinaza attribuita d’ufficio, e frettolosamente, non garantisce nulla in merito agli obiettivi e alla buona fede che dovrebbero avere i presunti “neocittadini”.

Quindi la mia domanda è ancora senza risposta. Chi può dire di essere veneto? E in base a cosa si può stabilire ciò?

zendrini2Per fortuna la Storia mi viene in aiuto, e lo fa con la figura di Bernardino Zendrini. Fu egli un matematico e ingegnere idraulico della Repubblica Serenissima, nato in Val Camonica nel 1679. Attorno al 1738 a lui è attribuito il progetto di sostituzione dei deboli argini, che proteggevano Venezia dalle mareggiate, tramite i cosiddetti murazzi cioè le barriere artificiali in pietra d’Istria, cementate con malta idraulica pozzolana, costruite tra Pellestrina e Chioggia. Per onorare la sua memoria, e il suo impegno, il Senato Veneziano fece erigere un busto marmoreo nel Palazzo Ducale di Venezia con la seguente scritta: “Bernardino Zendrini, matematico della Repubblica, per nascita Camuno, per meriti Veneto”. Vi confesso che quando lessi questa frase per la prima volta rimasi piacevolmente sconvolto. Trovo che sia di una potenza sconvolgente perché in essa i nostri avi avevano mirabilmente sintetizzato il principio fondante che sta alla base di tutti i Popoli: quando si vive nel contesto di una comunità, una comunità che funziona e che rispetta la dignità dell’individuo, allora farne parte diventa una questione di merito. E questo criterio, automaticamente, esclude tutti quegli altri concetti basati su schemi razziali e ideologici, ovvero su dei “non-valori”.

Attenzione però, perchè per criterio di merito io non intendo affatto che si debba essere necessariamente eroi, artisti, scienziati ecc… ovvero personaggi destinati a finire sulle pagine dei libri. No, la questione del merito è molto più semplice e “umana”: significa essere persone leali, sincere e coraggiose, e per coraggio io intendo la capacità di saper affrontare la vita, e le altre persone, in modo adulto e responsabile.

Ritengo, quindi, che essere Veneti nel 2016 non sia un privilegio da attribuire in base al nostro cognome o al fatto che viviamo in un territorio che, almeno per ora, è ancora relativamente ricco e prospero. Essere Veneti non è unda-grandi-poteri-derivano-grandi-responsabilita privilegio ma una responsabilità, e questa regola vale per tutti i Popoli del mondo: nel momento stesso che un Popolo viene meno a se stesso la sua decadenza sarà inevitabile. E se noi vogliamo rinascere orgogliosamente Veneti allora dobbiamo dimostrare con la nostra condotta che ce lo meritiamo. Dimostriamo che siamo in grado di amare la nostra Terra, la nostra Cultura e che sappiamo convivere costruttivamente tra di noi e con il resto del mondo.

L’anno che verrà rappresenta un’occasione da sfruttare a fondo per dimostrare che noi “Terzi Veneti” stiamo diventando finalmente adulti e maturi. Ora più che mai è necessario uscire dal bozzolo del cosiddetto venetismo (la fase “larvale” della nostra rinascita) per coinvolgere e lavorare assieme a tutti quei Veneti di buona volontà che ancora non sanno di essere Veneti.

Bon dì e Bon Ano,

AndreaD

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2 risposte a Veneti per merito

  1. Leopoldo Giacomin ha detto:

    Noi dobbiamo avere la coscienza e la responsabilità di essere Veneti. Noi possiamo, dobbiamo decidere per il nostro futuro di Veneti. La memoria, il presente, il futuro di ciò che è stato, di ciò che è la Serenissima Repubblica Veneta è il programma, è l’avvenire per il popolo veneto. I libri di Storia ci insegnano. La Lingua Veneta è quella che sempre parliamo tutti i giorni. Noi vogliamo che la Lingua Veneta e la Storia Veneta siano sempre insegnate a scuola. C’è futuro con un Veneto Libero con una scuola veneta dove come in Israele si insegna la Lingua Veneta. Abbiamo il coraggio. la forza e la fede di credere nel Veneto Libero. Leopoldo Giacomin

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