22 Ottobre, gli Attori

di Giorgio Burin

ci soffermeremo in questo articolo e nei prossimi sugli attori principali di questo storico Referendum.

  • Lo stato italiano
  • La regione Veneto
  • I Veneti

Iniziamo dall’Italia e cerchiamo di analizzare il suo punto di vista.

L’Italia

Il suo ruolo, al pari degli altri come vedremo, è delicato e controverso.

Come stato europeo è impegnata a tenere una apparenza di normalità  e di democrazia.

Per questo, malgrado la rapida e determinata opposizione dei Governi Renzi e Gentiloni e niente meno che del presidente emerito della repubblica Giorgio Napolitano *, la Corte Costituzionale ha dovuto autorizzare la consultazione popolare, pur tra mille distinguo e limitazioni.

D’altra parte è totalmente palese il volere dell’Italia di negare l’identità di tutti i popoli che sono riuniti sotto la sua bandiera.

Questo odioso compito è necessario all’Italia per giustificare la sua stessa esistenza.

Naturalmente non tutte le popolazioni sentono allo stesso modo la difficoltà di appartenere ad uno stato senza storia e senza anima. Corrispondentemente gli sforzi dell’Italia si concentrano nei punti più sensibili, quelli più a rischio, dal suo punto di vista. Se si somma alla spinta autonomista / indipendentista il danno economico che verrebbe all’Italia dal distacco si capisce perché il Veneto sia in cima alla lista delle priorità.

Per contro sono proprio i territori che hanno una identità più radicata e, nel caso del  Veneto, una economia forte, a presentare più fortemente le loro istanze.

Si comprende che al di là dei toni soft di circostanza, la posta in gioco per l’Italia è altissima.

Le mosse

da sempre l’Italia ha fatto di tutto per annullare l’identità storica del nostro popolo, che abita qui da 3200 anni, da quando cioè Roma non esisteva nemmeno nei capolavori di poesia epica.

Sono a volte azioni eclatanti, come gli arresti immotivati degli scorsi anni, altre volte vere vessazioni come la tassa ottocentesca sul macinato e la conseguente emigrazione per la prima volta nella nostra storia millenaria. Non sono mancate deportazioni di massa come per le bonifiche pontine o in Sardegna durante il ventennio.

Altre volte sono azioni sottili, come la gestione a dir poco partigiana del problema delle Banche Venete, a cui peraltro i Veneti stessi hanno prestato il fianco, ma questo è un altro discorso.

Altre azioni sono apparentemente irrilevanti come l’abolizione delle targhe automobilistiche provinciali o la toponomastica forzatamente autocelebrativa.

Ma non meno grave è la storia negata, la lingua irrisa, lo stereotipo di Veneto non descritto come geniale imprenditore, instancabile lavoratore, come persona solidale e disponibile ma come ignorante ubriacone bestemmiatore evasore e via denigrando, l’elenco è infinito.

Ultimo ma non ultimo, la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla inesistenza del Popolo Veneto che sarebbe, secondo loro, diventato popolo italiano dopo il plebiscito del 1866.

Si trattasse di chiacchere da bar ci si potrebbe ridere sopra, ma si tratta di una sentenza emessa dal massimo organo italiano garante della libertà dei cittadini e del rispetto della costituzione, costituzione che dice, al contrario, che le autonomie locali vanno protette e incentivate. Si capisce quanto preoccupata sia l’Italia del caso Veneto se è costretta a far dire a persone di questa levatura che 3200 anni di storia si cancellano con un voto.

Si  vede comunque che, su differenti livelli di intensità e frequenza il filo conduttore è costante nell’arco dei 151 anni di convivenza.

Cosa spera l’Italia

Costretta dunque suo malgrado in questo agone elettorale l’Italia spera, è evidente, in un flop.

Spera che i residenti del Veneto, italianizzati il più possibile a colpi di grande fratello e disinformazione disertino questa consultazione, magari insinuando il dubbio di razzismo (????) per chi si reca alle urne.

Una bassa affluenza alle urne sarebbe il massimo successo per l’Italia, che potrebbe sbandierare il fatto che le istanze indipendentistiche appartengono a una esigua minoranza, isolata e trascurata dalla maggioranza dei Veneti, mentre il popolo si sente italiano e sta benissimo così. Una bassa affluenza nuocerebbe anche ai non indipendentisti perché l’Italia si sentirebbe autorizzata ad ulteriori giri di vite, vista la non reattività del popolo.

Al contrario, come osservato in un altro articolo, un successo del referendum non produrrebbe nessun risultato positivo immediato, vista l’abilità italiana di insabbiare i referendum, si direbbe che era solo consultivo, che si attendono leggi applicative che mai verranno etc. Sul lungo termine, però, un successo del referendum sarebbe una spina sul fianco non da poco per l’Italia.

In sintesi l’Italia ha molto da perdere o molto da guadagnare il prossimo 22 ottobre e certamente metterà in campo tutti i mezzi possibili per tirare il risultato dalla sua parte.

/////

Seguiranno altri articoli sulla posizione della Regione e sulla posizione degli elettori. Restiamo nel frattempo ad osservare questa calda estate in cui tutto può succedere.

Note al testo :

* Il presidente emerito della repubblica Giorgio Napolitano ebbe a dichiarare che questo referendum potrebbe avere effetti destabilizzanti.

Fa riflettere che il garante della costituzione ritenga che ascoltare il parere del popolo sia destabilizzante.

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12 risposte a 22 Ottobre, gli Attori

  1. Alexandre Zovico ha detto:

    È la pura verità tutto ciò che sta molto bene scritto e descritto, ma ndove era la ‘reattività del popolo’ quando il Ludovico Manin -più quei dodici massoni, consegnò in un piatto di argento le anime di milioni di Veneti?

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    • AdminVivereVeneto ha detto:

      nella storia di ogni popolo ci sono momenti di grandezza, errori, tradimenti.
      Ci chiediamo quale saranno le prossime pagine di storia che i Veneti scriveranno, oltre ad interessarci al nostro affascinante e, a volte ma raramente, non glorioso passato.

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  2. Steno ha detto:

    ma questo “vivere Veneto” supporta Guadagnini ?
    Saluti

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  3. roberto ha detto:

    Steno
    parmetime on me comento:
    no metar etichete ai veneti (ti ti xe de Guadagnini, ti de Morosin, ti de Chiaregato…).
    gavemo tuti non sarvelo e gavemo el dirito de dopararlo come ne par a nialtri. ma rispetemo la forsa de staltri movimenti e lavoremo tacai.
    i partiti tajani ne gà insegna propio a metar etichete. dovemo dexmentegarse ste maniere tajane.
    🙂

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    • Steno ha detto:

      Ciao Roberto, prima de tutto go dimandà sol ke de Guadagnini e NO de staltri ! No scrivare robe ke mi no go scrito..Grasie.
      El motivo vero xè ca me so confuso tra i dò movimenti e cioè “siamo veneto” de Ricavini e “vivere veneto” de sto sito. Penso sia questo el motivo base.
      E sicome ghe jero prima de Gareghini rentro i vari mov.ti go visto e vivesto el so exploit, penso, par apunto, podèr usàr el me sarvelo. O no ?!
      Grasie de tuto e scuseme pal disturbo.

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      • AdminVivereVeneto ha detto:

        Ciao Steno, ti ringrazio per i tuoi commenti.
        Permettimi di ribadire che Vivere veneto NON E’ un movimento, è un blog.
        Possono scriverci tutti sia commenti, come fai tu, sia articoli.
        La precisazione è necessaria.

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      • roberto ha detto:

        steno no sta ciapar mal chel che go dito. no jera me intension provocarte o pontarte el dèo. par mi no ti xe on disturbo.
        no me so’ spiegà puito. defati me jero ben riferio a ti ma anca a altri (so sta poco precixo a no scrivarlo) che, anca su sto sito, no i parla ben de altri veneti che se da da far par l’indipendensa.
        no ghe penso gnanca a metarte in boca robe no tue. te go ciapà a ti che ghe jeri deso coa.
        dognimodo spero che, co sta me xbrissada, el senso de el me comento no’l vegna sconto.
        almanco, par mi ghe xe sol che i veneti. i riferimenti a parsone, asociasiòn, movimenti, partiti (che i gà senpre on ‘leader’) xe cajgo inte li oci.
        🙂

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      • Steno ha detto:

        Roberto, niun problema. Go conpreso cueo ke te voevi dire, anca se na parte jera tajente verso el ricevente. K

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      • Steno ha detto:

        Admin, sì infatti la mia uscita è nata dalla confusione tra i nomi simili come già specificato al post prec.te… La penso uguale, per me val bene ogni iniziativa diretta verso quell’unico obiettivo, senza giri lunghi o distrazioni varie fin troppo subite negli ultimi decenni.

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  4. Steno ha detto:

    Rigaurdo l’articolo sono in perfetta sintonia

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